Si sono appena spenti i riflettori sulle Olimpiadi invernali e, mentre l’energia delle Paralimpiadi è agli sprint finali, a Gorgonzola è tempo di bilanci.
“L’eredità olimpica”
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono state promosse come simbolo di sostenibilità e cooperazione. Benché condivida i principi cardine dell’evento sportivo – il valore dello sport, l’incontro tra i popoli – il circolo Legambiente Il pane e le rose ha ritenuto importante aprire uno spazio di confronto critico sulle scelte politiche, economiche e territoriali che hanno accompagnato l’organizzazione dei Giochi. Ha organizzato pertanto un ciclo di due serate, “L’eredità olimpica”, per andare oltre la retorica dei grandi eventi e immaginare un futuro diverso per i territori.
Venerdì scorso, 6 marzo 2026, al Centro intergenerazionale, è stato proiettato per la cittadinanza “Il grande gioco. Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie”, un film nato da un progetto collettivo che smonta la narrazione delle Olimpiadi come modello di sostenibilità e inclusione e mette in luce la logica predatoria di risorse sociali e ambientali che ha caratterizzato (anche) questo grande evento. Erano presenti e hanno risposto alle domande del pubblico Federica Bonalumi e Lorenzo Faggi, esponenti e portavoce del Cio (Comitato Insostenibili Olimpiadi), la rete che ha portato alla realizzazione collettiva del film.
I retroscena dei Giochi
La seconda serata, tenutasi mercoledì 11 marzo 2026 nell’auditorium della biblioteca, ha visto la partecipazione di Duccio Facchini (direttore di Altreconomia) e nuovamente di Federica Bonalumi, questa volta in veste di giornalista freelance e videomaker. I due giornalisti hanno offerto al folto pubblico presente una panoramica sui numerosi retroscena di un grande show come le Olimpiadi Milano Cortina 2026 a partire dalle loro inchieste. Il grande inganno economico e finanziario, i fondi pubblici a coprire gli extracosti di opere private, la devastazione ambientale che ha comportato la costruzione della pista da bob a Cortina, la fine della neve sotto i 2000 metri, i piccoli impianti sciistici che chiudono, la neve artificiale e il futuro del turismo invernale sono stati solo alcuni dei numerosi argomenti toccati dai relatori.
A far da sfondo a tutto questo, il cambiamento climatico, alla luce del quale ci si chiede se possa avere ancora senso insistere su un modello economico predatorio che acuisce le diseguaglianze e distrugge i territori.
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