Melzo Incontra

Melzo Incontra… l’educazione: qual è l’età giusta per dare lo smartphone ai nostri figli?

La docente della Cattolica e membro del Cda della Fondazione Patti Digitali Stefania Garassini ha affrontato il tema delle nuove tecnologie e dell'utilizzo dei social tra i giovani

Melzo Incontra… l’educazione: qual è l’età giusta per dare lo smartphone ai nostri figli?

Melzo ha incontrato… l’educazione. E lo ha fatto su un tema d’attualità e caro a tutti coloro che si misurano con le nuove generazioni: l’approccio con il mondo digitale.

La scommessa di Melzo Incontra: l’Educazione

Nell’ambito della rassegna educativo-culturale Melzo Incontra, ieri, martedì 22 settembre 2026,  si è tenuto il primo momento di “Melzo Incontra: l’Educazione”, una sorta di “spin off” della kermesse settembrina che andrà avanti sino alla primavera 2027 con quattro appuntamenti dedicati a genitori, educatori e docenti. Ospite della prima serata Stefania Garassini, professoressa della Cattolica di Milano e membro del Cda della Fondazione Patti Digitali. Con lei si è cercato di dare risposta a una domanda tipica degli adulti: «Perchè hai sempre il telefono in mano?».

Giovani, smartphone e il ruolo degli adulti

Di fronte a un Salone Banfi pieno e attento, la professoressa non si è sottratta dall’affrontare l’argomento partendo dalle responsabilità genitoriali.

Come adulti, genitori ed educatori dobbiamo porci il problema di come preparare i giovani all’utilizzo delle nuove tecnologie, dello smartphone e in particolare dei social – ha spiegato – Spesso i genitori pagano la sfiducia nella loro capacità di educare, che passa anche da quel “no” che però può fare del bene ai nostri figli.

A testimonianza di ciò ha portato i numeri, mostrando come la maggior parte dei genitori è convinta che lo smartphone ai figli vada dato dopo una certa età, intorno ai 14/15 anni. Ma lo stesso campione di intervistati ammette di aver ceduto alle richieste dei ragazzi ben prima, intorno agli 11 anni.

Un terzo dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni – ha proseguito – E’ in crescita, però, anche la consapevolezza degli adulti sui rischi connessi a questi strumenti e ciò ci deve dare fiducia. I telefoni, i social, non sono strumenti “neutrali”, non dipende da come vengono utilizzati, perché le loro caratteristiche tecniche creano di per sé un condizionamento. Imparare a usare le nuove tecnologie serve anche per sapere quando non usarle, per capire quali siano i limiti e dare loro uno spazio giusto.

Il ruolo dell’esempio: dare la giusta collocazione all’uso

In tal senso la professoressa ha ricordato l’importanza dell’esempio:

Le leggi e i regolamenti che normano l’utilizzo dei social tra minorenni sono fondamentali, ma il primo deterrente a un cattivo uso siamo noi adulti – ha sottolineato – Non basta educare i nostri figli a parole, bisogna anche saper dare una giusta collocazione ai social e al loro uso, per evitare che condizionino la vita dei nostri ragazzi.

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