Perchè gli impianti agrivoltaici sono un problema e non una risorsa.
-Forte consumo di suolo agricolo
Anche se l’agrivoltaico promette compatibilità con le colture, in pratica parte dei terreni viene sottratta alla produzione alimentare e vengono privilegiate colture meno pregiate ma più “compatibili” con gli impianti.
- Impatto significativo sul paesaggio rurale
Le strutture elevate, i piloni con le fondamenta e i pannelli, alterano visivamente le aree rurali, modificando il paesaggio e riducendo l’attrattività di zone agricole o turistiche.
Per la loro realizzazione servono inoltre nuove linee di media tensione e cabine di trasformazione.
- Possibili squilibri per la biodiversità locale
Installazioni estensive di pannelli possono cambiare le condizioni microclimatiche (ombreggiamento, temperatura e umidità del suolo) oltre ad un forte effetto di irradiazione di calore, influenzando alcune specie vegetali e animali locali.
Creano segmentazione delle superfici agricole, e sono di ostacolo ai corridoi ecologici della fauna
- Problemi agronomici
L’agrivoltaico comporta una compattazione permanente del suolo, una restrizioni alle lavorazioni tradizionali limitando l’uso di macchine agricole standard.
Riducono l’efficienza agronomica e aumentano i costi operativi.
l’ombreggiamento interferisce con la capacità di fotosintesi di molte colture e modificandone la resa produttiva.
- Costi elevati e incentivi distorsivi.
Grandi operatori energetici, attratti dagli incentivi, monopolizzino i terreni agricoli, penalizzando i piccoli agricoltori e spostando l’obiettivo più sull’energia che sull’agricoltura.
- Timori di “speculazione energetica”.
L’agrivoltaico è solo una copertura per realizzare impianti fotovoltaici in aree agricole senza un reale beneficio per la produzione agricola, reduce l’agricoltura a ruolo secondario.
- Non conformità agli strumenti urbanistici
Gli Impianti spesso sono in conflitto con I PGT e piani paesaggistici. Oltre che in contrasto con la salvaguardia del paesaggio rurale della Lgs. 42/2004. Tutte norme aggirate dalla Autorizzazione Unica lgs. 387/2003 e da norme europee per i requisiti PNRR e incentivi.