Il progetto

Maxi impianto fotovoltaico su aree agricole: sarà grande come 13 campi da calcio

Sorgerà a Cambiago, nella frazione di Torrazza. Via libera (tra i dubbi) alle opere di compensazione per il Comune

Maxi impianto fotovoltaico su aree agricole: sarà grande come 13 campi da calcio

Sorgerà su un’area dalla superficie complessiva pari a 88mila metri quadrati, che corrispondono a circa 13 campi da calcio. E vedrà la luce a Cambiago su terreni a tutti gli effetti a destinazione agricola che si trovano a ridosso della Cava Oggionni, azzonati in tal modo dal Pgt vigente e che rientrano ufficialmente nella Rer, ossia nella Rete ecologica regionale.

Maxi impianto fotovoltaico nei campi di Torrazza

Sono alcuni dei particolari in merito al maxi impianto fotovoltaico che la società Myt Developments Iniziatives Srl di Milano vuole realizzare nella frazione di Torrazza e tenere attivo per 20 anni. Nel Consiglio comunale del 17 febbraio 2026, dopo i rinvii avvenuti nelle precedenti due sedute a causa della mancanza di alcuni documenti, è stato finalmente approvato lo schema di convenzione per le misure compensative riconosciute all’Amministrazione comunale dall’operatore. Il tutto in occasione di una riunione del parlamentino a tratti anche accesa nei toni, che si è conclusa con il voto favorevole alla delibera della sola maggioranza di Uniti per Cambiago, quello contrario della Lista civica per Cambiago e Torrazza e l’assenza di Cambiago nel Cuore-Lista civica Cavataio, con il consigliere Paolo Amore che ha deciso di abbandonare l’aula.

Le opere di compensazione per il Municipio

La Myt, come contropartita, eseguirà opere pubbliche per 150mila euro, che si concentreranno proprio su Torrazza, con la riqualificazione, in pavimentazione in porfido, del tratto di via Matteotti tra le vie Cristoforo Colombo e Magellano, del sagrato della chiesa della frazione e della piazzetta antistante l’ex scuola, interessata dai lavori destinati a trasformarla in un nuovo centro civico (nella foto il render del progetto).

Il dibattito in Consiglio comunale

“Non dobbiamo discutere se far fare o meno l’impianto fotovoltaico – ha esordito il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Stefano Floris – La procedura autorizzativa si inserisce, infatti, in una cornice normativa sovraordinata e nazionale, culminata con il Decreto Energia che ha notevolmente semplificato questa tipologia di iter per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Insomma, prendere o lasciare (o quasi).

“Come Amministrazione abbiamo esercitato fino in fondo i nostri poteri, ottenendo opere compensative e riducendo l’impatto ambientale e paesaggistico – ha proseguito Floris – Abbiamo chiesto di liberare le aree più a ridosso delle strade e di aumentare le dimensioni delle fasce verdi di mitigazione, con siepi e filari di alberi anche tripli, quindi molto importanti. Inoltre abbiamo chiesto di prevedere un corridoio ecologico centrale che taglierà in due il sito, anche per garantire gli spostamenti delle specie faunistiche. Le opere pubbliche saranno coperte da una fideiussione di pari valore”.

I dubbi delle opposizioni: “E’ troppo impattante”

Le opposizioni hanno usato toni ben diversi. Amore, l’unico consigliere di Cambiago nel Cuore presente in aula, prima di lasciare il suo scranno in polemica con l’Amministrazione non ha nascosto le sue perplessità, con un botta e risposta animato con lo stesso Floris.

“Sarebbe stato doveroso informare molto prima il Consiglio e i cittadini di questo progetto – ha dichiarato Amore – L’istanza è stata avviata due anni fa e ora sembra che vogliate correre. Senza dimenticare l’assenza dei documenti nelle due sedute del Consiglio precedenti: questa vicenda sembra una telenovela”.

Il capogruppo della Lista civica per Cambiago e Torrazza ha evidenziato una serie di nodi non ancora sciolti.

“Abbiamo dubbi sulla legittimità del fatto che l’impianto fotovoltaico possa essere approvato con una semplice procedura Pas (acronimo che sta per Procedura abilitativa semplificata, ndr) – ha detto Mauro Mantegazza – Non serviva un’Autorizzazione unica ambientale regionale e una Valutazione d’impatto ambientale? Stiamo parlando di oltre 80mila metri quadrati di terreni che non sono nella cava, ma attorno. E che a destinazione agricola: questo progetto è troppo impattante”.

A nulla sono valse le rassicurazioni di Floris sul fatto che siano state seguite le giuste modalità autorizzative, anche su un altro dubbio avanzato da Mantegazza: che il rifacimento stradale di via Matteotti possa essere considerato un vero e proprio intervento compensantivo, nel senso ambientale del termine.

“Non ci sono ragioni ostative su quelle aree – ha replicato il vicesindaco – Se l’impianto fosse stato ipotizzato, per esempio, in un contesto già produttivo, il Comune non avrebbe avuto diritto ad alcuna misura di compensazione”.