Le grandinate e il forte vento di ieri hanno creato danni, in particolare, alle nostre campagne, sferzate dal maltempo in una stagione delicata per la crescita delle colture. Secondo un primo report della Coldiretti regionale, sulla base delle segnalazioni agli uffici nei vari territori, a essere colpita è stata in particolare la zona centrale della Lombardia, con danni diffusi tra Alto Milanese, Brianza orientale e area milanese dell’Adda Martesana, pianura Bergamasca e la parte occidentale della provincia di Brescia fino al Garda.
I danni alle campagne segnalate da Coldiretti
Il monitoraggio dei tecnici è in corso – afferma Coldiretti Lombardia – Entrando più nel dettaglio, al momento, nel territorio della città metropolitana di Milano si segnalano campi di mais piegati o abbattuti nelle zone dell’alto milanese, al confine con la provincia di Varese tra i comuni di Cerro Maggiore, Rescaldina e Uboldo (Va), e nelle zone dell’Adda Martesana.
In Brianza danni dovuti al vento e alla grandine si segnalano soprattutto nella zona dei comuni tra Busnago, Vimercate e Roncello con mais spezzato o spianato, orzo e colza tritati. Colpita anche la provincia di Bergamo. Le zone dove maggiormente si è scaricata la furia del maltempo sono quelle della bassa bergamasca centrale e occidentale e parti del basso Sebino e della Valcalepio. In queste aree l’elenco dei danni è vario: piante cadute, serre scoperchiate, tensostrutture bucate dalla violenza della grandine. Per quanto riguarda le coltivazioni si segnalano danni al mais, in alcune zone totalmente distrutto, alle orticole e al frumento.
Con gli episodi delle scorse ore – spiega Coldiretti Lombardia – si contano i danni della terza ondata di maltempo nel giro di due settimane. Nella prima occasione, a fine maggio, a essere colpiti erano stati in particolare i territori del Soresinese (Cremona), alcune aree della bassa bresciana e il basso mantovano. Nella seconda ondata di inizio giugno, i danni si erano registrati soprattutto nelle zone a sud della Regione, lungo una striscia che collega la Lomellina al basso lodigiano, per poi proseguire nei territori cremonesi del Casalasco e nel basso mantovano.
Queste situazioni dimostrano ancora una volta come l’agricoltura sia l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.