Bandiere del Comune a mezz’asta e gonfalone del Municipio, presente in chiesa, listato di nero.
Addio al missionario “padre Zé”
Lutto cittadino, oggi, mercoledì 2 settembre 2026, a Brugherio, nel giorno dei funerali di padre Giuseppe Fumagalli, celebrati alle 10 nella chiesa di San Bartolomeo di piazza Roma.
Il sacerdote brugherese del Pontificio Istituto Missioni Estere, classe 1939, è scomparso sabato 29 agosto. Ordinato nel Duomo di Milano il 14 marzo 1964, Fumagalli ha consacrato la propria vita alla missione e all’annuncio del Vangelo. Per oltre cinquant’anni ha operato in Guinea-Bissau, in particolare nella missione di Suzana, sin dal 1967, quando era ancora presente la dominazione coloniale portoghese, tra il popolo felupe, fondando comunità cristiane, traducendo testi sacri e liturgici nella lingua locale, formando giovani e accompagnando la crescita umana e spirituale delle popolazioni affidate alle sue cure.
Oltre mezzo secolo in Guinea Bissau
Il tutto combattendo, a suo modo e come uomo di fede, proprio l’imperialismo lusitano. Non poteva dunque dimenticare, con grande soddisfazione e un pizzico di umorismo, il momento in cui, alla partenza dei portoghesi nel 1974, riuscì con la gente del posto a mettere insieme qualche stoffa per cucire la nuova bandiera guineana che venne issata mentre lui suonava l’inno del Paese finalmente indipendente.
Il forte legame con la “sua” città
Pur vivendo per lunghissimo tempo lontano dalla città natale, padre Giuseppe ha sempre conservato un legame profondo con Brugherio e con la sua comunità. In occasione della Festa patronale del 2024, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Assi gli aveva conferito la Menzione d’onore, come segno di profonda riconoscenza. La salma di “Padre Zé”, come era chiamato da tutti, in attesa delle esequie, è rimasta nella camera ardente la Casa di cura del Pime a Rancio di Lecco.
Per capire quanto fosse profondo il rapporto tra Brugherio e il sacerdote non ci sono solo le numerose iniziative di sostegno e raccolte fondi promosse per aiutare l’attività missionaria. La comunità pastorale Epifania del Signore, nel dare la notizia della scomparsa di Fumagalli, ha voluto condividere sui social l’articolo del giornalino parrocchiale pubblicato nel 1964, in occasione della prima Messa celebrata dal novello prete.
Il ricordo della comunità pastorale
“Un momento di festa che ha segnato l’inizio di una vita interamente donata al Signore e alla comunità – hanno sottolineato dalla parrocchia brugherese – Un cammino che lo ha portato lontanissimo, fino in Guinea Bissau, dove ha speso decenni della sua vita come missionario accanto ai più bisognosi”.
Le parole del sindaco Roberto Assi
“La vita di padre Giuseppe Fumagalli può essere racchiusa nei quattro tratti essenziali della vocazione del Pime: ad gentes, verso popoli e culture lontani, per portare il Vangelo; ad extra, fuori dai confini della propria patria; ad vitam, per tutta la vita; infine, insieme, dentro quella ‘famiglia di apostoli’ alla quale aveva scelto di appartenere – ha scritto il primo cittadino – Per oltre cinquant’anni è rimasto fedele a questa scelta. Entrò con rispetto nella vita del popolo felupe, ne imparò la lingua, ne conobbe la cultura e ne condivise il destino. Ma il dialogo fu per lui la forma dell’incontro, mai la rinuncia all’annuncio. In Guinea-Bissau ha infatti tradotto il Nuovo Testamento, fondato comunità, educato giovani, costruito ponti e creato una radio capace di raggiungere i villaggi più lontani. Ha annunciato il Vangelo, ma ha anche lasciato dietro di sé un bene riconoscibile e capace di continuare oltre la sua stessa missione”.