Attualità
Al teatro del Verme

L'Ambrogino d'Oro a Piero Tarticchio, l'esule istriano che tiene viva la memoria

Un'emozione grandissima per il segratese, testimone di una storia importante

L'Ambrogino d'Oro a Piero Tarticchio, l'esule istriano che tiene viva la memoria
Attualità Martesana, 08 Dicembre 2022 ore 11:40

Il premio più ambito dai milanesi in una giornata speciale: a splendere ieri è stato Piero Tarticchio, di Segrate, che ha ricevuto l'Ambrogino d'Oro.

L'Ambrogino d'Oro a Piero Tarticchio, colui che tiene viva la memoria

Un'emozione grande sia per lui che per tutta la città di Segrate, che ha nella bacheca una medaglia in più, una delle più importanti.

In occasione del santo patrono della città, al Teatro del Verme, il sindaco Giuseppe Sala e tutta la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi hanno consegnato medaglie e attestati. Fra tutti anche al segratese, Tarticchio.

"Pittore, scrittore e giornalista, esule istriano, è un riconosciuto creativo nel campo della comunicazione visiva e allo stesso tempo un testimone capace di curare e mantenere vivo il ricordo della tragedia delle foibe - si legge nella motivazione - La sua famiglia paga un prezzo altissimo all’odio dei comunisti di Tito: sette vittime, tra le quali don Angelo Tarticchio, giovane sacerdote prelevato dalla sua canonica la notte del 16 settembre 1943 e infoibato insieme a 43 parrocchiani. Scrive numerosi libri, per i quali ottiene riconoscimenti e premi letterari. Le sue opere, i quadri e le grafiche sono esposte in gallerie, musei e istituti di cultura nazionali e internazionali. Per Milano progetta il Monumento in ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati, donando alla Città una splendida opera in ricordo di una pagina buia della nostra storia, per troppi anni rimasta nascosta".

Una storia che ha fatto commuovere e che non ha potuto che ricevere un riconoscimento importante.

Il discorso del sindaco Giuseppe Sala

Un inno alla speranza per poter continuare a vivere e a mantenere saldi i valori.

"Se Milano è un punto di riferimento nazionale e internazionale in queste dimensioni, come ci rammenta la presenza oggi in città  del Presidente Mattarella, della Presidente della Commissione europea Von der Leyen e della Premier Meloni, lo dobbiamo in primo luogo alle persone che danno energia e vitalità alla città, ai milanesi, agli italiani, ai cittadini europei e di ogni continente che scelgono di crescere in questa comunità. Oggi , la giornata degli Ambrogini, è la loro, nostra giornata - ha detto nel suo discorso - Le benemerenze civiche di oggi racchiudono un pezzo di storia e di attualità milanese,  mettendo in evidenza le azioni, i gesti e le idee che fanno progredire la nostra città. Ciascuna benemerenza descrive ciò che siamo, ciò che sappiamo fare e quello che vogliamo realizzare per migliorare la nostra vita in comune. Milano oggi, insieme a chi oggi riceve l’Ambrogino, riafferma la sua dedizione per il bene comune, il suo vincolo a un’azione innervata da libertà, democrazia, giustizia, generosità, solidarietà ed equità. Nonostante le emergenze, le crisi e le curvature che si profilano all’orizzonte, Milano continua a produrre speranza perché i nostri valori fondamentali plasmano il cambiamento verso un futuro di maggiori opportunità per tutti. Milano continua a coinvolgere, a spingere in avanti la storia del Paese, mantenendo ferma la sua promessa di fiducia nel domani. Milano continua ad aprirsi al mondo, a cercare soluzioni nuove, a mettere in rete le sue migliori realtà per generare sviluppo il più possibile sostenibile e inclusivo.  Per tutto questo, Milano dice grazie a chi come voi oggi viene premiato con l’Ambrogino. E rinnova insieme a voi e a tutte e tutti i milanesi il patto per progresso e innovazione in ogni ambito delle nostre vite. Un impegno rivolto a noi se stessi, e ai tanti che in Europa e nel mondo guardano alla città di Ambrogio con speranza e fiducia".

I nomi di tutti i premiati

A ricevere medaglie e attestati sono stati tanti.

Per la Grande Medaglia d'oro alla memoria don Luigi Giussani.

Per la Medaglia d'oro alla memoria Manlio Armellini, Cesare Cadeo, Valentino De Chiara e Carmen De Min.

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