Sono trascorsi 79 anni da quel tragico pomeriggio del 16 luglio 1947, quando il Mar Ligure divenne teatro di una delle più gravi sciagure della storia repubblicana. Tra le 43 piccole vittime di una tragedia oggi da molti dimenticata c’era anche Angelo Pastori, un bambino di Cernusco sul Naviglio di appena 7 anni.
Una tragedia in un momento di gioia
Erano circa le 18 di quella calda giornata estiva quando la motonave “Annamaria”, carica di bambini della colonia estiva milanese di Loano, stava facendo rientro ad Albenga dopo una gita all’Isola Gallinara.
A bordo c’erano 84 ragazzini, tutti maschi di età compresa tra i 4 e gli 8 anni, in gran parte orfani di guerra o figli di reduci, ospiti della Colonia della Solidarietà Nazionale. Quella che doveva essere una giornata di spensieratezza si trasformò in pochi istanti in un incubo.
A soli cento metri dalla riva, l’imbarcazione urtò violentemente un palo di ferro che sosteneva una conduttura fognaria, affiorante pericolosamente a filo d’acqua. Le indagini successive ipotizzarono che il condotto, danneggiato durante la guerra appena conclusa, rappresentasse un ostacolo invisibile e mortale.
Lo squarcio nello scafo fu tale che la motonave iniziò ad affondare in meno di un minuto. Il panico si diffuse tra i piccoli passeggeri, che in gran parte non sapevano nuotare.
I tentativi di salvataggio
Nonostante il coraggio di alcuni bagnanti che si tuffarono immediatamente in mare per prestare soccorso, la situazione era disperata. Il bilancio finale fu devastante: 43 bambini persero la vita sul colpo, un altro morì in ospedale per le ferite riportate, insieme a quattro adulti che li accompagnavano .
Tra quelle vittime innocenti c’era Angelo Pastori, figlio di Maria De Stefani e Felice. I genitori lo avevano iscritto alla colonia per concedergli un breve soggiorno al mare, lontano dalla città. Quella scelta d’amore si trasformò in un lutto che segnò per sempre la loro vita. La madre, Maria, che avrebbe vissuto fino a 103 anni , portò con sé per tutta la vita il peso di quella perdita.
La notizia della tragedia scosse profondamente l’Italia intera. I funerali delle piccole vittime furono celebrati nel Duomo di Milano dall’allora arcivescovo, il cardinale Ildefonso Schuster, alla presenza del sindaco Antonio Greppi e di una folla silenziosa e commossa. Il dolore di un’intera nazione si strinse attorno alle famiglie colpite.
I cippi commemorativi
Nel 2012, il Comune di Albenga inaugurò un monumento commemorativo con incisi i nomi di tutte le vittime, poco distante dal luogo della tragedia, come segno tangibile di una memoria che non deve spegnersi. Anche al Cimitero Maggiore di Milano, lo scultore Giacomo Manzù realizzò un’opera che raffigura Gesù circondato dai bambini, con la frase evangelica: “Lasciate che i piccoli vengano a me, perché di essi è il Regno dei cieli”.