Un lungo viaggio

La storia del gatto “giramondo” ritrovato a 60 chilometri da casa

"Sole" è stato notato in una ditta di Brugherio. E grazie al microchip è stata contattata la sua padrona, residente nel Novarese, che ha potuto riabbracciarlo

La storia del gatto “giramondo” ritrovato a 60 chilometri da casa
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Questa sorprendente storia ha per protagonista un gatto bianco come la neve anche se molto sporco, con occhi di diverso colore e dallo sguardo curioso, che ha iniziato a gironzolare nei pressi di una ditta a Brugherio, vicino a una colonia felina. La sua presenza ha subito fatto pensare a un gatto di colonia da sterilizzare.

L’incontro tra i dipendenti di una ditta e il gatto “giramondo”

I dipendenti dell’azienda non sono rimasti indifferenti: hanno iniziato a dargli da mangiare, con pazienza, per conquistare la sua fiducia. Il gatto si è dimostrato socievole, dolce e curioso, ma anche diffidente: cercava il contatto, osservava tutto, ma non si lasciava mai prendere.

Dopo giorni di tentativi, il 12 gennaio 2026 uno dei dipendenti è finalmente riuscito a prenderlo e a portarlo al canile di Monza per la sterilizzazione. Qui è arrivata la sorpresa: il micio, giovanissimo (circa 7 mesi), risultava già sterilizzato.

Cosa ha fatto emergere la lettura del microchip

Come sempre, è stato controllato il microchip, e qui un’altra sorpresa: il micio è, infatti, risultato intestato a una signora di Cameri, in provincia di Novara.

Appena raggiunta al telefono, Mariangela ha riconosciuto subito il suo amato “Sole”. Non ha avuto dubbi: era proprio lui. È venuta appena possibile al canile dell’Enpa di Monza, in via San Damiano, a riprenderlo, tra coccole, feste e tanta emozione. Anche se sono rimaste comunque un mistero la causa e le modalità di un viaggio di 60 chilometri.

“Una storia a lieto fine, resa possibile da un piccolo dispositivo grande quanto un chicco di riso – hanno sottolineato dall’associazione – Il microchip non è solo un elemento tecnico: è uno strumento fondamentale per identificare e rintracciare un animale smarrito, per riconoscere legalmente la proprietà e per evitare che animali con famiglia finiscano in rifugio senza motivo”.

La normativa regionale e gli obblighi per i proprietari

In Regione Lombardia l’identificazione dei gatti con microchip è diventata obbligatoria dall’1 gennaio 2020 per i gatti nati, adottati o acquistati dalla data di entrata in vigore della norma. Questo obbligo è previsto dal Piano regionale integrato della sanità pubblica veterinaria 2019-2023 e comporta anche l’iscrizione all’Anagrafe degli animali d’affezione regionale tramite il veterinario accreditato o i servizi Ats competenti. La norma non ha effetto retroattivo: i gatti già in famiglia prima del 2020 non sono soggetti all’obbligo, ma la microchippatura resta altamente consigliata per tutti gli animali d’affezione.

“In altre regioni italiane, l’obbligo di microchip per i gatti non è sempre esteso in modo analogo – hanno proseguito dall’Enpa di Monza – In molte realtà resta facoltativo, salvo che in caso di vendita, cessione o spostamenti internazionali, per cui il microchip è indispensabile (ad esempio, per ottenere il passaporto europeo dell’animale). La microchippatura non solo facilita il ritorno a casa in caso di smarrimento, ma è anche un presidio contro l’abbandono e il randagismo, perché permette alle autorità veterinarie e alle associazioni di collegare rapidamente un gatto alla sua famiglia o alla colonia felina di riferimento”.

Ogni giorno arrivano al rifugio di Monza gatti già in età da microchip, ma senza intestatario o completamente privi di identificazione. In questi casi, anche con tutta la buona volontà, non è possibile risalire ai proprietari. Per questo microchippare il proprio gatto è un atto di responsabilità e di amore: quando il microchip manca, la storia si ferma.

“E’ fondamentale per non perderlo per sempre – hanno concluso dall’Enpa monzese – Allo stesso modo, diffondere gli appelli di smarrimento e ritrovamento può fare la differenza tra una storia che si interrompe e un ritorno a casa. Condividere, segnalare e identificare significa dare una possibilità in più a ogni gatto. Senza microchip ‘Sole’ non avrebbe potuto ricongiungersi alla sua amata mamma”.