Disagi

La scuola di Cassina divide la politica: continua la politica delle toppe o era l’unica scelta possibile?

Le continue infiltrazioni riaccendono lo scontro tra chi chiede la demolizione e la giunta che difende il piano di riqualificazione

La scuola di Cassina divide la politica: continua la politica delle toppe o era l’unica scelta possibile?
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I lavori nella scuola di piazza Unità d’Italia a Cassina de Pecchi non sono ancora ultimati, ma da settembre, le abbondanti piogge autunnali hanno provocato infiltrazioni d’acqua all’interno del plesso, tra le aule delle classi.

Il problema per l’opposizione: “la politica delle toppe”

Un disagio sottolineato proprio dai genitori degli alunni e dal personale scolastico, che vedono da una parte la scuola interessata dai lunghi lavori strutturali, dall’altra delle infiltrazioni che lasciano molti dubbi sulla qualità degli stessi. Anche la palestra è stata coinvolta, ma con gocciolamenti che hanno coinvolto il corridoio con gli spogliatoi e la porta di accesso ai campi, proprio durante una partita dell’associazione Pallavolo Cassina.

Sulla vicenda è intervenuto nuovamente Andrea Maggio, della lista Uniti per Cassina, da sempre sostenitore della necessità di superare quello che definisce un dannoso “accanimento terapeutico” su un edificio giunto ormai a fine vita. Maggio ha sottolineato come la situazione della scuola, e in particolare i disagi vissuti di recente dalla classe seconda D, sia il simbolo di un approccio miope.

Negli ultimi 10 anni sono quasi 5 milioni investiti su una scuola che era da abbattere 10 anni fa. La nostra posizione non è mai cambiata: questa struttura è un pozzo senza fondo, dove ogni euro investito rischia di essere un euro buttato dalla finestra e non abbiamo mai cambiato idea, a differenza di qualcun altro. Quando un edificio ha ormai esaurito il proprio ciclo di vita, bisogna avere il coraggio di pensare a una struttura nuova, moderna, funzionale ed efficiente, anziché continuare a spendere risorse pubbliche in interventi che rischiano soltanto di prolungare l’esistenza dell’esistente. Ecco perché diciamo che, su questi temi, giunta Mandelli e giunta Balconi sono due facce della stessa medaglia: al di là delle differenze politiche e delle dichiarazioni, il vero discrimine è la capacità di superare una logica di manutenzione senza fine e scegliere finalmente una prospettiva di rinnovamento.

La risposta dell’Amministrazione: “Date le risorse è stata fatta la scelta migliore”

Non si è fatta attendere la replica dell’Amministrazione affidata al vicesindaco Marco Beccaria, che ha ridimensionato la portata dei singoli episodi spiegando che le trafilature d’acqua si concentrano nelle aree in cui i lavori sono ancora in corso:

Purtroppo i temporali hanno comportato questi fenomeni spiacevoli, ma le parti sensibili e che si potrebbero danneggiare sono al riparo. Ogni episodio và segnalato e va risolto con la ditta, chiediamo sempre ai genitori e a tutti di inviare le segnalazioni perché ci si metta mano. E’ un percorso lungo che va seguito con pazienza e dedizione.

Rifare una nuova scuola è una scelta che non si poteva fare. Abbiamo a disposizione quei due milioni e con quelli abbiamo sistemato ciò che si poteva e che era urgente. Per gli anni in cui si attende la costruzione della nuova scuola, dove li mettiamo nel frattempo i ragazzi? Si possono mettere in campo le idee più belle del mondo ma bisogna avere soldi, un piano regolatore e un piano che garantisca strumenti di lungo respiro. Date le risorse penso sia stata fatta la scelta migliore.

 

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