Attualità
Abbandono di massa

La rivolta della Protezione civile a Pessano

Dopo il Consiglio comunale 17 volontari del gruppo locale hanno rassegnato le dimissioni: "Insanabili le divergenze con l'Amministrazione"

La rivolta della Protezione civile a Pessano
Martesana Aggiornamento:

Abbandono di massa in Protezione civile a Pessano con Bornago. E' il caso di dirlo, considerando che ben 17 volontari sui 21 totali che costituiscono il gruppo comunale hanno rassegnato ufficialmente le dimissioni ieri, lunedì 12 giugno 2023, al sindaco Alberto Villa per "insanabili divergenze con l'Amministrazione", hanno detto.

La Protezione civile di Pessano ha perso volontari

Ieri, lunedì, alle 19.30 era in programma il Consiglio comunale, con un punto all'ordine del giorno noto, già passato in altri parlamentini, innocuo, almeno all'apparenza: si tratta dell'approvazione del nuovo regolamento comunale della Protezione civile. Che, però, a Pessano non è stato approvato, anzi.

I volontari del gruppo comunale sono entrati in massa nella sala consiliare, poi sono usciti, non appena la vicesindaca Giuliana Di Rito ha dichiarato, arrivati al punto, che ne avrebbe proposto il rinvio per questioni tecniche.

Le tute gialle, però, hanno aspettato il sindaco in piazza della Resistenza per una comunicazione risultante da problemi latenti da tempo: in 17 hanno rassegnato le dimissioni volontarie.

Le cause

Questo quanto hanno scritto in un comunicato:

17 volontari hanno rassegnato le loro dimissioni a causa di insanabili divergenze che si sono venute a creare con l'Amministrazione.

Il clima di sospetto, la non adesione ai programmi di formazione, il rifiuto di collaborare con gli organismi territoriali e nazionali della Protezione civile snaturano la nostra funzione.

Abbiamo bisogno di organico formato e addestrato in grado di far fronte a situazioni di emergenza e questo non è possibile se l'Amministrazione non capisce che dobbiamo operare nel più vasto quadro nazionale. Non è bastata la pandemia e nemmeno la situazione dell'Emilia Romagna a far comprendere al sindaco la sua visione ottusa. Se non si dà è difficile ricevere.

Parole dure, frutto di discussioni che si sono succedute nell'ultimo periodo che vedrebbero, tra gli altri, due problemi fondamentali: il fatto che non venga concesso di partecipare a corsi di formazione da un lato, dall'altro la non esaudita richiesta di rimozione del coordinatore Antonino Magro, sfiduciato in maggioranza. Oltre a questo, sembrerebbe emergere l'idea della mancanza di volontà di condividere le decisioni, anche in merito alla stesura del nuovo regolamento.

La replica

Dal canto loro il primo cittadino e la vicesindaca, delegata alla partita, si sono detti sereni rispetto alle proprie decisioni e non disposti a rivedere le proprie posizioni, come ha di seguito motivato Villa:

Non siamo di fronte a un'associazione. Questo è un gruppo comunale che dipende dal sindaco. Il regolamento, pertanto, lo fa il Comune. Noi potevamo tirare dritto e proporlo da noi, invece li abbiamo ascoltati, ci hanno dato la base di partenza e su quella abbiamo tirato le somme per il nuovo regolamento.

Dopo ciò se non interiorizzano di essere gruppo comunale è un  problema loro.

Per quanto riguarda le questioni private e relazionali non hanno nulla a che fare con l'Amministrazione. Io sono sereno nel nostro iter, abbiamo speso soldi per loro. Con il nuovo regolamento avrebbero anche potuto eleggere il nuovo coordinatore.

Anche Di Rito ha confermato di aver fatto il possibile per andare incontro alle esigenze dei volontari:

Abbiamo comprato loro un nuovo mezzo, abbiamo speso più di 4mila euro per le visite mediche, non li avremmo certo investiti se avessimo avuto intenzione di portarli a un disagio tanto marcato. C'eravamo anche mossi per iscriverli al registro del Terzo settore, abbiamo lavorato tanto, dispiace trovarci in una situazione del genere.

Un ulteriore possibile incontro per chiarirsi richiesto dai volontari è escluso, almeno fino a "dopo aver approvato il nuovo regolamento", hanno fatto presente.

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