Intervento

“Inserire il futuro ospedale di primo livello nell’Adda Martesana nel Pgt? Il problema è che nemmeno la Regione lo prevede”

La sindaca di Gessate Lucia Mantegazza, prende posizione sul tema dopo le polemiche dei mesi scorsi

“Inserire il futuro ospedale di primo livello nell’Adda Martesana nel Pgt? Il problema è che nemmeno la Regione lo prevede”

Torna a farsi sentire il tema della Sanità in Martesana e la necessità di un nuovo Ospedale di primo livello. Stavolta a farsi da portavoce la sindaca di Gessate Lucia Mantegazza, che risponde alle accuse mosse in precedenza dalla minoranza.

L’attacco alla Giunta

Nelle scorse settimane era tornato al centro dell’attenzione pubblica il tema della sanità nell’area Martesana. E in particolare si era acceso il dibattito, iniziato dalle minoranze gessatesi, contro la giunta Mantegazza. Prima il consigliere Matteo Zerbi, che aveva sottolineato l’importanza di avere un ospedale di primo livello, poi il consigliere Filippo Porta, che aveva criticato il ruolo passivo di Gessate. Stavolta a rispondere alle accuse la sindaca di Gessate Lucia Mantegazza.

Le parole della prima cittadina:

Faccio davvero fatica a comprendere cosa le minoranze non riescano a capire sul tema dell’ospedale e sulla nostra posizione. Tra l’altro, a fine novembre abbiamo avuto anche un incontro con le minoranze e un membro del comitato per il nuovo ospedale, in cui abbiamo spiegato e condiviso la nostra posizione e la nostra scelta sul Pgt.

Ribadisco per l’ennesima volta che, da quando abbiamo approvato il Pgt, non è cambiato nulla negli strumenti di programmazione regionale riguardo a un nuovo ospedale in Martesana. L’unica cosa che è cambiata è che hanno portato il tema in sede di Consiglio regionale.

“La mozione di Gallizzi è stata svuotata”

La sindaca non si è limitata a rispondere alle minoranze, ma ha chiarito anche le mozioni che sono state bocciate. E che, secondo lei, erano invece importanti per il territorio.

Ha proseguito poi:

La mozione iniziale di Gallizzi, purtroppo, è stata a mio avviso svuotata di contenuto rispetto a come ci era stata presentata a fine novembre.

È passata, insieme all’altra mozione di maggioranza, con l’impegno di fare uno studio di fattibilità (non a realizzare un ospedale).

“La nostra Asst va da Trezzo a Rozzano, serve una revisione dell’azzonamento”

Mantegazza si è poi rammaricata della bocciatura dell mozione presentata dalle minoranze.

Chiedeva cose importanti per il nostro territorio, stante la situazione sanitaria, ovvero l’attuazione di un piano di rilancio per il settore sanitario, valorizzando il personale attuale attraverso investimenti significativi e nuove assunzioni nel settore sanitario, anche con collaborazioni stabili con università e scuole di specializzazione.

La mozione chiedeva anche di garantire le attuali strutture esistenti con adeguati livelli di servizi e personale (che mi permetto di dire non sono garantiti ad oggi) nel periodo di completamento dell’ospedale pubblico e di assicurare che, entro il completamento dell’ospedale di primo livello, sia reso esecutivo un Piano di servizi sanitari e sociosanitari per la popolazione nei presidi ospedalieri per acuti attualmente esistenti.

La mozione richiedeva anche che, al termine della realizzazione dell’ospedale, venisse completato un piano di servizi sanitari e sociosanitari per i presidi esistenti, attraverso una programmazione partecipata e integrata con il territorio.

Sottolineava inoltre l’importanza che le decisioni relative alla struttura ospedaliera siano prese con il parere vincolante dei sindaci locali e che la gestione dell’ospedale, finanziato pubblicamente, sia pubblica.

Si proponeva inoltre di tenere conto della vastità e della disomogeneità del territorio dell’Asst, che va da Trezzo a Rozzano. Questo necessita di una valutazione attenta e, a mio avviso, di una possibile revisione dell’azzonamento attuale.

Queste richieste sono state bocciate. Le minoranze gessatesi lo sanno? Cosa ne pensano? Perché questo ai cittadini non lo hanno raccontato?

“Come possiamo prevedere nel Pgt un ospedale che la Regione non prevede?”

Infine, dopo aver chiarito la posizione dell’Amministrazione e ribadito i punti critici della vicenda, la sindaca ha voluto tirare le fila del discorso.

Ha quindi concluso, dicendo:

È evidente che, se la Regione (che ha la competenza in materia) intende fare uno studio di fattibilità, non ha ancora la certezza della realizzazione.

Pertanto, a oggi, essendo invariata la situazione riguardo al nuovo ospedale (che ribadisco essere materia di competenza regionale, non comunale), invariata rimane anche la nostra posizione, che è sempre stata chiara ed è stata esplicitata, senza paura, in Consiglio Comunale quando è stato approvato il Pgt: la salute per noi è un diritto primario.

Ma se un nuovo ospedale non è presente in nessuno strumento di programmazione della Regione Lombardia, come è possibile inserirlo in un Pgt? La nostra è stata una chiara scelta per preservare quell’area.

Se si vuole davvero lasciare un’area per l’ospedale, è meglio tutelare l’area, perché a oggi l’ospedale unico non sembra essere una priorità per Asst.

Per questo, sulla Sanità è necessario portare avanti una politica forte e chiara nelle sedi opportune, insieme a tutti gli altri Comuni.

È evidente che, come detto anche in Consiglio comunale, qualora dovessero cambiare le intenzioni della Regione Lombardia, anche noi, come sempre dichiarato, siamo disposti a rivedere l’area.

La carenza del personale

Mantegazza ha concluso poi con un’altra considerazione:

C’è anche un tema da tenere monitorato: per funzionare, un ospedale non ha bisogno solo dell’infrastruttura, ma ha bisogno anche del personale.

Anche nelle strutture esistenti, il personale è carente. È palese che sia necessaria una riflessione a più ampio respiro, che abbia una visione a 360 gradi e non si fermi esclusivamente all’edificio.

Ma, pare evidente, è molto più semplice contrastare la maggioranza cavalcando l’onda della polemica e parlando alla pancia dei cittadini, invece che contestualizzare i problemi e analizzarli nella loro complessità.

Aspettiamo dunque con apprensione gli esiti dello studio di fattibilità che la Regione Lombardia si è impegnata a fare.