Idee, esperienze e progetti a confronto per una sanità che vive e opera sul territorio. E’ il tema affrontato lo scorso 16 gennaio nel corso del convegno “La comunità che promuove salute. Esperienze e prospettive degli IFeC e di tutti gli operatori delle Case della Comunità” promosso da Asst Melegnano Martesana e che ha visto la partecipazione degli operatori delle otto Case di comunità attive (Rozzano, Melegnano, Segrate, Pioltello, Cernusco sul Naviglio, Cassano d’Adda, Vaprio d’Adda e Gorgonzola) oltre che degli operatori delle cure domiciliari e degli assistenti sociali.
Case di comunità “a raccolta” in un convegno
I saluti istituzionali portati dal direttore generale Roberta Labanca, dal direttore socio sanitario Paola Maria Pirola, e dal direttore del Dapss Enrico Ballerini hanno sottolineato il “valore del lavoro integrato tra professionisti sanitari e sociali e l’importanza di una regia unitaria a livello dipartimentale» come “impegno continuo e costante in nome di una sanità capace di intercettare e rispondere ai reali bisogni del territorio”.
Incontro tra operatori per fare il punto
Alla presenza dei direttori dei cinque Distretti, operatori e relatori si sono poi confrontati sui temi del convegno, che ha preso le mosse dal racconto delle esperienze maturate dal 2022 a oggi dagli IFeC delle Case di comunità, una riflessione che ha messo in luce l’evoluzione del ruolo, la crescente integrazione con i Servizi sociali e la progressiva costruzione di reti territoriali. Anche gli operatori delle Cure domiciliari dei cinque Distretti hanno raccontato come la presa in carico a domicilio, integrata con le Case della comunità, consenta continuità assistenziale, prevenzione delle riacutizzazioni e sostegno concreto alle famiglie.
L’esperienza di “Voci di donne”
Sono poi state presentate esperienze simboliche maturate nelle Cdc, dal lavoro integrato “Voci di donne” di Vaprio d’Adda, al primo caso sociosanitario di Cassano d’Adda, fino ai percorsi di prossimità e partecipazione sviluppati a Rozzano, Melegnano, Segrate, Pioltello, Cernusco e Gorgonzola. Le cure domiciliari hanno contribuito mettendo in evidenza come il raccordo costante tra territorio, domicilio e servizi sociali permetta di costruire percorsi personalizzati, continui e realmente centrati sulla persona.
Il convegno ha poi presentato e analizzato alcuni degli eventi più significativi del 2025: screening glicemici, renali e HCV in numerosi comuni del territorio, incontri “In salute con stile”, percorsi “Vicino a te”, interventi dedicati ai caregiver, gruppi di promozione dell’invecchiamento attivo e momenti di educazione sanitaria nelle scuole.
“Queste azioni hanno unito prevenzione, counselling, educazione agli stili di vita e sostegno ai caregiver, configurando le Case della comunità come luoghi vivi di promozione della salute e di vicinanza alle persone più fragili”, hanno spiegato i relatori.
Obiettivo della giornata di studio e formazione, fare il punto su un impegno che, nel solo 2025, ha visto il coinvolgimento di migliaia di cittadini (sono oltre 7.600 gli utenti che hanno partecipato agli eventi promossi dalle Case di comunità attive sul territorio) e rilanciare un impegno che “a fronte di numeri che raccontano di una comunità che partecipa, si informa e costruisce, rappresenta ulteriore stimolo a lavorare insieme per promuovere un nuovo modo di fare salute sul territorio”, ha concluso Ballerini.
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