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Salvataggio

Il Wwf ha liberato tre rapaci curati dal Cras nell’Oasi dell’avifauna di Pozzuolo

Sverneranno in Nord Africa il nibbio e i due assioli reimmessi in natura dentro la riserva lambita da A58-Teem.

Il Wwf ha liberato tre rapaci curati dal Cras nell’Oasi dell’avifauna di Pozzuolo
Attualità Cassanese, 28 Agosto 2021 ore 16:53

Gli esemplari salvati dai veterinari del Centro recupero selvatici di Vanzago stanno completando la guarigione nell’ecosistema limitrofo all’autostrada a Pozzuolo, che gli ornitologi giudicano ideale per perfezionare il volo in vista della migrazione in Marocco.

Rapaci salvati a Pozzuolo Martesana

I volontari del Wwf venerdì 27 agosto 2021 hanno reimmesso in natura nell’Oasi dell’avifauna, creata a Pozzuolo Martesana da Tangenziale esterna Spa riqualificando una cava nell’ambito delle opere di compensazione per il territorio, il nibbio bruno, ferito da un bracconiere, e i due assioli, salvati dopo la caduta dal nido, che, nei mesi scorsi, erano stati curati presso il Centro recupero selvatici di Vanzago (Cras). L’auspicio espresso, durante la liberazione dei tre rapaci, dagli attivisti dell’associazione cui è affidata la gestione della riserva lambita da A58-Teem è che una volta esaurita la convalescenza all’interno dell’ecosistema limitrofo all’autostrada gli esemplari riescano a migrare in Marocco per svernare con altri soggetti delle loro specie.

"Confidiamo che i volatili possano superare i traumi subiti in modo definitivo così da mettersi in rotta verso il Nord Africa - ha dichiarato Antonio Delle Monache, responsabile del sito Wwf e coordinatore delle Guardie ecologiche per la Lombardia - Noi abbiamo augurato buon volo a tutte e tre provando la stessa sensazione sentita a luglio quando facemmo uscire dalle gabbie gheppi e civette guariti dai veterinari in servizio al Cras".

La zona ideale per la ripresa

Gli ornitologi giudicano ideale per la ripresa dell’avifauna soccorsa l’infrastruttura verde a un battito d’ali dall’"Agrate-Melegnano", scaturita dalla riconversione di un "non luogo" alla mercé del degrado.

La circostanza che l’Oasi (360mila metri quadrati) prospiciente il casello dell’autostrada venga utilizzata non solo per effettuare visite guidate e safari fotografici ma anche per favorire il ritorno alla libertà degli uccelli strappati a morte certa dagli specialisti di stanza a Vanzago, accredita la vocazione green dell’area.

Sin dai primi week-end del 2017 centinaia di bird-watcher avevano raggiunto il sito per osservare, da dietro le recinzioni, una delle sei rare moretta tabaccata censite dagli appassionati. E a esaltare le potenzialità del posto contribuirono pure le spedizioni alla volta dell’Oasi di cui, nel 2018, si resero protagonisti gli ornitologi per fotografare lo svasso albino definito "imperdibile" dalla categoria, i martin pescatore, i moriglioni, i tuffetti, i mestoloni, i gruccioni e così via.

Cittadini e imprese del territorio sono certi, adesso, che la valorizzazione dell’Oasi si rivelerà in grado di accompagnare il rilancio economico del post Coronavirus sull’onda dell’incremento di presenze garantito da battute a colpi di flash e inquadrature di binocolo, lezioni di biodiversità per le scuole e sopralluoghi su prenotazione culminanti nella reimmissione in natura degli esemplari curati dal Cras.

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