La notizia che, nel 2027, il ponte che collega Trezzo a Capriate dovrà rimanere chiuso per lavori circa sei mesi, non è rimasta priva di reazioni. Come quella dell’ex sindaco Danilo Villa, che ha scritto una lunga lettera aperta. A cui il primo cittadino Diego Torri ha risposto prontamente.
Lettera aperta
Destinatari della missiva dell’esponente dell’opposizione sono stati il primo cittadino Diego Torri e il consigliere delegato di Città metropolitana Marco Griguolo che, la scorsa settimana, hanno effettuato un sopralluogo sul ponteprima di dare l’annuncio della necessità di chiudere il ponte per un intervento di lungo periodo il prossimo anno.
Villa ha sottolineato alcuni punti, a partire dal metodi
Comprendiamo perfettamente la necessità di un intervento manutentivo su un’infrastruttura che supera i settant’anni di vita e condividiamo la scelta di programmare lavori finalizzati a garantirne la sicurezza futura. Quello che invece non possiamo condividere è il metodo con cui queste informazioni sono state comunicate. Solo pochi giorni prima, infatti, nella risposta alla nostra interrogazione consiliare, si parlava genericamente di un intervento manutentivo previsto entro il 2027, senza alcun riferimento a una chiusura totale del ponte per sei mesi. Una notizia di tale rilevanza avrebbe dovuto essere comunicata innanzitutto al Consiglio e ai cittadini nelle sedi istituzionali, non appresa successivamente attraverso gli organi di stampa. Questo episodio conferma ancora una volta come, sulle grandi questioni strategiche, il Consiglio comunale venga troppo spesso informato a posteriori. Oggi il vero tema non è solo il cantiere, ma il futuro della mobilità dell’intero territorio. L’attraversamento dell’Adda rappresenta da sempre la maggiore criticità infrastrutturale dell’area. Ogni anno sul ponte transitano oltre otto milioni di veicoli, con punte di oltre 27mila mezzi al giorno nelle giornate più congestionate. I principali flussi sono diretti verso Monza e verso Vaprio-Cassano, rendendo questo collegamento uno dei più importanti dell’intera Lombardia orientale. Proprio per questa ragione, già nel 2018, durante la nostra Amministrazione, venne promosso uno studio di fattibilità per un nuovo attraversamento dell’Adda. Lo studio l’avevamo denominato “Il guado di Renzo”, richiamando un passaggio suggestivo dei Promessi Sposi per un ponte sull’Adda, perché il problema di un collegamento tra le due sponde opposte è lì da sempre, valorizzando anche gli approfondimenti progettuali già sviluppati nell’ambito della Pedemontana Lombarda. L’obiettivo era chiaro: programmare il futuro prima che il problema diventasse emergenza. Oggi, invece, apprendiamo che il ponte dovrà chiudere per sei mesi senza che sia stato illustrato alcun piano complessivo della mobilità alternativa.
Lo strumento urbanistico
La risposta di Torri
Alla lettera aperta di Villa di cui si parla nell’articolo in pagina, ha risposto prontamente il sindaco Diego Torri. Con un’altra lettera aperta.
Il consigliere lamenta una insufficienza di comunicazione riguardo un tema così importante come l’intervento, con relativa chiusura sul ponte.. Sinceramente non si capisce dove voglia andare a parare: questa Amministrazione, non appena ricevuta da Città metropolitana la comunicazione dei lavori, ha prontamente avvisato in piena trasparenza tutta la cittadinanza (a cui appartengono anche i membri del Consiglio comunale) con ben un anno di anticipo. Comprendiamo il desiderio del consigliere di minoranza Villa di apparire costantemente sulle cronache trezzesi, con l’obiettivo di rifarsi una verginità politica come se negli ultimi 20 anni avesse vissuto su un altro pianeta, ma decantare come successi le sue proposte del passato ci pare francamente troppo. Ci ricordiamo tutti le campagne elettorali con le promesse di metropolitane e ponti, tra l’altro temi non di competenza comunale. Quale è stato il risultato ottenuto? Nessuno. Altro fatto non vero citato dal consigliere: Trezzo è stato assente dai tavoli per il nuovo ponte Paderno tra e Calusco. Completamente falso: abbiamo partecipato al dibattito pubblico organizzato da Rfi e presentato osservazioni. Evidentemente a Villa, così solerte nel richiedere atti di ogni genere, questi sono sfuggiti. Ma non solo. Abbiamo richiesto all’assessore regionale Claudia Terzi e a Cal già nel 2025 un incontro per discutere del fantomatico nuovo ponte: nessuna risposta. Ci saremmo aspettati che il consigliere di minoranza alzasse la voce al riguardo, non dico in difesa dell’Amministrazione, ma almeno di Trezzo sull’Adda. Invece, silenzio totale verso la Regione. Concludendo, come già anticipato nella comunicazione di settimana scorsa, il progetto definitivo e il relativo cronoprogramma sono in fase di sviluppo da parte di Città metropolitana e confermiamo la volontà congiunta di mantenere informata tutta la cittadinanza, anche con incontri pubblici, nei prossimi mesi.
Torri ha poi fatto un’altra considerazione.
Che Villa ora si erga a paladino di trasparenza e partecipazione proprio non possiamo ammetterlo. Da parte di chi, dopo dieci anni da sindaco e quattro da vice, durante i quali ha avuto zero considerazione del Consiglio comunale (e forse anche della Giunta, chissà…), non accettiamo alcuna lezione.
ha concluso il sindaco.