La storia

Il passaporto di Abele Brambilla è tornato nella sua Cassano

Ritrovato da una coppia olandese, è stato riconsegnato ai parenti. Classe 1924, Brambilla era uno degli Imi, Internati militari italiani, destinato al campo di lavoro nella città di Gera, in Turingia

Il passaporto di Abele Brambilla è tornato nella sua Cassano

Un momento di grande emozione condivisa. Lo hanno vissuto nei giorni scorsi Karin Baak e Rob de Weerd, arrivati a Cassano d’Adda per riconsegnare alla famiglia di Abele Brambilla il passaporto che apparteneva al cassanese e che, dopo oltre ottant’anni e dopo aver attraversato l’Europa, è tornato nei luoghi in cui questa storia ha avuto inizio. Un gesto semplice e insieme dal grande valore simbolico, vissuto con commozione tanto dalla coppia olandese, che si era impegnata per rintracciare i familiari, quanto dai parenti di Abele, che hanno potuto finalmente riavere un pezzo della sua vita.

La storia del passaporto di Abele Brambilla

La vicenda era iniziata a febbraio, quando marito e moglie, durante la rimozione di vecchi oggetti appartenuti a un loro parente scomparso nel 1999 e da sempre appassionato di storia, avevano trovato un documento della Seconda guerra mondiale: un “Vorläufiger Fremdenpass” del Terzo Reich intestato ad Abele Brambilla, nato a Cassano d’Adda il 9 marzo 1924. Non sapendo come rintracciare i familiari, ma convinti che quel documento non dovesse finire semplicemente in un cassetto o essere venduto come cimelio, i due avevano deciso di cercare aiuto. Una ricerca su Internet li aveva portati al nostro giornale, la Gazzetta della Martesana, individuata come riferimento d’informazione per il territorio. In una mail avevano riassunto la loro richiesta e da lì, grazie al lavoro dei nostri giornalisti, era partita una ricerca a ritroso nel tempo, con il coinvolgimento del Comune di Cassano d’Adda. Grazie alle verifiche dell’Anagrafe era stato possibile ricostruire un primo tratto della vita di Abele: originario di Groppello, si era sposato il 14 ottobre 1950 con una donna di Fara Gera d’Adda, trasferendosi nel paese bergamasco. La ricerca era quindi proseguita con il supporto del Comune di Fara Gera d’Adda e del Giornale di Treviglio, arrivando infine a rintracciare i familiari dell’uomo.

Il passaporto riconsegnato alla famiglia di Abele Brambilla

La guerra, la Germania e il ritorno

E così, dopo decenni in cui la storia di Abele era rimasta affidata soprattutto ai ricordi di chi lo aveva conosciuto e ai documenti conservati in famiglia, il ritrovamento del passaporto aveva riportato alla luce una vicenda personale legata a uno dei periodi più drammatici del Novecento. Abele era infatti un Imi, un Internato militare italiano. Quando venne catturato dai tedeschi, pochi giorni dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, si trovava a Pola, in Croazia, imbarcato nella Marina. Aveva appena vent’anni. Dopo la cattura fu deportato in Germania e destinato a un campo di lavoro nella città di Gera, in Turingia, dove gli internati italiani venivano impiegati come manodopera nell’industria bellica. I tedeschi li definirono “Internati militari italiani”, sottraendo loro lo status di prigionieri di guerra e quindi le relative tutele, per poterli utilizzare come forza lavoro.

Abele Brambilla

Abele tornò in Italia nel 1945, segnato dalla prigionia e da una grave tubercolosi. Si sposò pochi anni più tardi e continuò a lavorare come operaio, prima nell’edilizia e poi nel settore delle telecomunicazioni. Morì nel 1973, a soli 49 anni. Chi lo ha conosciuto lo ha ricordato come un uomo riservato, tranquillo, buono e gentile, molto cambiato rispetto al giovane che era partito per la guerra. Ora, dopo un viaggio di migliaia di chilometri e a più di ottant’anni di distanza, il documento è tornato nelle mani della sua famiglia. Un piccolo oggetto, ma capace di raccontare una grande storia, tornato a casa grazie alla sensibilità di una coppia olandese che ne ha compreso il valore e ha permesso, così, di tenere viva la memoria di un cassanese, ma anche di un pezzo importante della storia del nostro Paese.