LA MAGIA DEL PALIO

Il Palio va a San Giovanni sul filo di lana, ma a trionfare è l’entusiasmo di tutti i quattro rioni di Liscate

I blu hanno preceduto San Marco di appena cinque punti e mezzo. Giochi, creatività e partecipazione hanno accompagnato tre giornate segnate dall’emozionante saluto a don Roberto Nolli

Il Palio va a San Giovanni sul filo di lana, ma a trionfare è l’entusiasmo di tutti i quattro rioni di Liscate

Entusiasmo, divertimento, quattro colori sulle maglie e il desiderio di cantare e tifare. Liscate per tre giorni è tornata un po’ bambina, prendendosi sul serio soltanto quando c’era un punto da conquistare. Da venerdì 11 a domenica 13 settembre il Palio di San Giorgio ha riempito le strade di giochi, inni, risate e quella sana rivalità che, alla fine, ha lasciato spazio agli abbracci.

A festeggiare più di tutti San Giovanni: 271,5 punti contro i 266 di San Marco. Seguono San Luca (225) e San Matteo (215,5), ma la vera vittoria è come sempre quella dell’intera comunità.

Dai carri ai gavettoni, il paese torna a giocare

La magia è cominciata venerdì 11 settembre con la sfilata inaugurale, tra carri e scenografie preparati dalle quattro contrade, ed è proseguita con la tradizionale corsa e due prove a sorpresa. Tra le più apprezzate proprio la pallavolo con telo e gavettoni, capace di trasformare la competizione in puro divertimento.

Gara dopo gara il tabellone ha continuato a cambiare, fino a lasciare San Giovanni e San Marco separati da appena cinque punti e mezzo. Attorno alle prove, però, il Palio ha mostrato soprattutto la sua capacità di coinvolgere generazioni diverse: chi è sceso in campo, chi ha tifato e chi ha lavorato lontano dai riflettori.

Fantasia, pazienza e impegno: la sfida dei Lego

A raccontare lo spirito della manifestazione sono state pure le costruzioni in Lego, realizzate fuori classifica. Un terreno diverso da quello dei giochi, sul quale i rioni hanno messo in mostra creatività, pazienza e soprattutto tanto impegno nella preparazione delle opere.

Tutti si sono distinti per fantasia, ma il primo posto è andato a San Giovanni con un castello. Un riconoscimento accompagnato da un piccolo privilegio: saranno i blu a poter scegliere il tema della sfida del prossimo anno.

Dietro la festa settimane di lavoro

Se giochi ed esibizioni hanno scandito il fine settimana, dietro lo spettacolo ci sono state settimane di organizzazione.

«È stancante, ma l’entusiasmo e il clima di festa ripagano tutti gli sforzi fatti. Quando vedi il paese partecipare e le persone divertirsi, capisci che ne è valsa la pena»

ha raccontato Luca Ligetta, referente del Comitato organizzatore.

Questa edizione aveva però un significato particolare: è stata l’ultima vissuta accanto a don Roberto Nolli. Per salutarlo sono stati invitati molti ex componenti del Comitato che negli anni hanno contribuito alla manifestazione.

«Aveva un sapore ancora più speciale perché era l’ultimo Palio di don Roberto. Per salutarlo abbiamo voluto invitare molti ex membri del Comitato che in questi anni hanno condiviso questo percorso con noi. Insieme gli abbiamo consegnato un quadro realizzato da una nostra volontaria, con le quattro maglie dei rioni in rilievo e una dedica. È stato emozionante»

ha proseguito Ligetta.

Quattro bambini accanto al sindaco

Durante la preghiera in piazza don Roberto ha invitato tutti a vivere quelle giornate in armonia e con spirito di gioia. Il sindaco Lorenzo Fucci ha rinnovato invece un’immagine diventata tradizione, chiamando accanto a sé quattro bambini, uno per ciascuna contrada.

«È un bel momento di aggregazione da vivere insieme. Permettetemi di ringraziare don Roberto per aver portato questo appuntamento»

ha sottolineato Fucci.

San Giovanni festeggia: «Siamo una vera famiglia»

Quando i conti si sono fermati, a festeggiare sono stati i blu. Il caporione Domenico Nicolazzo, per qualche ora senza le vesti da assessore, ha guardato oltre il risultato.

«Il Palio unisce l’intero paese sotto quattro colori che si mescolano e si intrecciano. Il grande grazie va in primis a don Roberto e al Comitato, vecchio e nuovo: senza il loro impegno nulla sarebbe possibile»

ha spiegato Nicolazzo.

Da otto anni alla guida di San Giovanni, il caporione definisce il gruppo «una vera famiglia», capace di esistere ben oltre i giorni della competizione. Il suo grazie è andato a tutti, dal più piccolo al più grande, compreso chi non scende in campo ma riesce a dare coraggio con una pacca sulla spalla. Un pensiero particolare è andato a Federico, Marco e Silvia, «sempre pronti a rendere tutto possibile».

Per San Giovanni è il quarto successo, ma Nicolazzo non ha avuto dubbi:

«Non ho vinto: abbiamo vinto, tutti insieme. Ognuno ha dato il suo contributo, piccolo o grande che fosse».

Alla fine cinque punti e mezzo hanno separato primo e secondo posto. Per tre giorni, invece, quattro colori hanno fatto esattamente il contrario: hanno unito un paese.

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