LA MAGIA DEL PALIO

Il Palio di Vignate si tinge d’arancio: i Draghi tornano alla vittoria dopo 25 anni

Il rione ha conquistato il Palio 2.0 al termine di due fine settimana di sfide tra Aquile, Galli, Cani e Draghi. Il direttivo: «La gioia più bella è stata vedere commuoversi le persone che lo vivono da sempre»

Il Palio di Vignate si tinge d’arancio: i Draghi tornano alla vittoria dopo 25 anni
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Venticinque anni di attesa sono finiti tra abbracci, urla e qualche lacrima. Domenica 27 settembre, a Vignate, i Draghi hanno conquistato il Palio 2.0, riportando l’arancione sul gradino più alto dopo un successo che mancava dal 2001. Una vittoria arrivata al termine di due fine settimana nei quali bambini, ragazzi e adulti hanno giocato fianco a fianco, restituendo al paese soprattutto un grande momento di aggregazione.

Quattro rioni e due weekend vissuti insieme

Aquile, Galli, Cani e Draghi si sono affrontati tra tornei, prove sportive e giochi in una manifestazione profondamente rinnovata e quest’anno unita alla Festa dell’oratorio. Una formula nata dalla necessità di fare i conti con la carenza di volontari, che aveva imposto di ripensare l’organizzazione senza rinunciare alla tradizione.

La risposta è arrivata dalle persone. Per due fine settimana i colori dei quattro rioni hanno riempito l’oratorio e le strade, tra tifo, risate e quella sana rivalità che divide Vignate per il tempo di una sfida e, allo stesso tempo, riesce a farla sentire più unita.

Per il direttivo dei Draghi, formato da Melissa, Lucrezia e Michele, è proprio questo il significato più importante del Palio:

«Siamo più di cuore che di gara. Per noi il Palio significa mettere insieme persone che durante l’anno magari non si conoscono, non si parlano o non si frequentano e riuscire a far giocare e divertire più gente possibile»

Coinvolgere tutti non è stato semplice. Convincere adulti e ragazzi a dedicare una domenica ai giochi ha richiesto impegno, ma alla fine tra gli arancioni si sono ritrovati volti nuovi e persone che il Palio lo vivono da anni, dai bambini più piccoli agli adulti.

Dopo il primo weekend hanno cominciato a crederci

La speranza si è accesa già al termine del primo fine settimana, chiuso dai Draghi in seconda posizione. Per un rione che negli ultimi anni aveva dovuto fare i conti con le difficoltà nel coinvolgere nuovi partecipanti, trovarsi così in alto in classifica sembrava già quasi un sogno.

Poi la sfida è entrata nel vivo. Calcio, tennis, green volley e le altre prove hanno mantenuto aperti i giochi fino alla conclusione. I Galli hanno chiuso secondi e proprio nell’ultima gara sono riusciti a precedere i Draghi per appena un secondo. Le Aquile, nonostante una partecipazione inferiore rispetto alle passate edizioni, non hanno invece gettato la spugna, arrivando fino all’ultima prova.

Alla fine, però, la classifica ha premiato l’arancione. Ed è in quel momento che i 25 anni trascorsi dall’ultimo successo si sono fatti sentire tutti.

«Un mix di fortuna, entusiasmo, ci ha regalato questa gioia ed emozione immensa. Dal 2001 i Draghi non vincevano il Palio. Vedere le persone storiche del rione commuoversi è stata forse la soddisfazione più bella. Ma ci rende felici pure aver visto tanta gente nuova, bambini e adulti mettersi in gioco»

Quel cartellone che ha portato fortuna

Non è mancata nemmeno una piccola storia diventata, a posteriori, quasi un portafortuna. Nei giorni precedenti i Draghi avevano preparato un cartellone con un invito ironico che, visto il lungo digiuno di successi, sembrava quasi un esercizio di autoconvincimento: «Pensati primo in classifica».

Sabato notte, con l’aiuto di Francesca, storica presidentessa del rione, il cartellone è stato modificato per adattarlo a una situazione che improvvisamente non sembrava più così impossibile. E, almeno per scaramanzia, ha funzionato: poche ore più tardi l’arancione è tornato sul gradino più alto.

La coppa racconta chi ha vinto il Palio 2026, ma le immagini dei due weekend dicono qualcosa in più: quattro rioni tornati a giocare insieme, generazioni diverse mischiate nelle stesse squadre e persone che hanno scelto di rimettersi in gioco per il proprio colore.

Per i Draghi la festa è stata doppia: una vittoria attesa per un quarto di secolo e la sensazione di aver avvicinato al Palio qualche persona in più. Perché dopo 25 anni l’arancione è tornato sul gradino più alto, ma la soddisfazione più grande è stata vedere quanta gente fosse lì a festeggiarlo.

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