Approfondimento

Il mito della famiglia perfetta: rompere il silenzio su fatiche e vulneraibilità

In una vita iperconnessa, il momento della nascita e del diventare genitori possono diventare fonte di isolamento. Ma c'è una mano tesa per chi ha bisogno: Associazione Spazio CurAmami di Melzo

Il mito della famiglia perfetta: rompere il silenzio su fatiche e vulneraibilità

C’era una volta il villaggio, quella rete invisibile, fatta di nonne, vicine di casa e sorelle, che accoglieva una nuova vita e, soprattutto, una nuova famiglia. Oggi quel villaggio è cambiato sotto il peso di una cultura che celebra l’autonomia individuale, trasformando un’esperienza storicamente collettiva in un percorso solitario e privato.

Il mito della famiglia perfetta

Per una neomamma, il confronto non avviene più nel cortile di casa, ma nei feed di Instagram. Qui, tra filtri patinati e modelli di vita lontani dalla realtà, la solitudine delle famiglie si amplifica sempre di più. Esiste oggi un vuoto profondo attorno all’esperienza della maternità. Nonostante viviamo in un’epoca di iper-connessione, i neo genitori non sono mai stati così soli. Siamo costantemente tartassati da informazioni: basta navigare sui social media per sentirsi disorientati nel vortice delle infinite possibilità di scelta.

Ci si aspetta che la maternità sia un periodo esclusivamente gioioso e che ogni donna, per essere considerata una vera mamma, ne sia sempre orgogliosa e appagata. Ma la realtà è molto più complessa e il peso delle aspettative coinvolge tutta la famiglia.

Difficoltà e vulnerabilità: mamma non sei sola

Fin dal concepimento possono emergere sentimenti di sconforto e paura legati alla genitorialità e al parto. Il puerperio, in particolare, è una fase di estrema vulnerabilità in cui ci si trova spesso soli a fronteggiare una situazione nuova che mette a dura prova l’equilibrio fisico ed emotivo di tutti. Eppure il mito della famiglia perfetta impone il silenzio: molti genitori provano vergogna nel confessare le proprie fatiche, temendo il giudizio; ma la vergogna e il senso di colpa non fanno altro che alimentare l’isolamento proprio quando ci sarebbe più bisogno di mani tese.

Il benessere non nasce dall’isolamento, ma dalla condivisione di emozioni autentiche con altre madri e dal confronto con competenze professionali capaci di accompagnare senza giudizio. Uscire dal virtuale per tornare al reale – dal supporto all’allattamento alla cura del corpo, fino alla gestione delle fatiche educative – è l’unico modo per ricostruire il villaggio e uscire dalla solitudine. Perché la genitorialità non dovrebbe essere una sfida individuale, ma un percorso accompagnato da gentilezza, cura e, soprattutto, rispetto.

Articolo a cura di Associazione Spazio CurAmami – Via Monte Rosa 8A Melzo – tel. 351 4406653
(Nella foto in copertina Francesca, Giulia, Nicoletta e Gioia, fondatrici di Spazio Curamami)