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Campus della legalità

Il Comune sfrattò una famiglia senza averne diritto, ora deve restituire le chiavi

Succede a Trezzo sull'Adda dove ora gli Uffici devono restituire le chiavi dell'immobile alla famiglia sgomberata nel 2018.

Il Comune sfrattò una famiglia senza averne diritto, ora deve restituire le chiavi
Attualità Trezzese, 02 Maggio 2021 ore 09:39

Le chiavi del Campus della legalità e l’annesso terreno venerdì 7 maggio 2021 saranno restituite ai proprietari di quella che fino al 28 marzo del 2018 era la loro casa. Per il Tar e per il Consiglio di Stato il Comune di Trezzo sull’Adda occupò una proprietà privata senza averne diritto.

Il Comune  di Trezzo sull’Adda occupò una proprietà privata senza averne diritto

Così come fece il Tar nel 2010 anche il Consiglio di Stato (ovvero il secondo grado di giudizio del tribunale amministrativo regionale) hanno dato ragione alla famiglia che il 28 marzo del 2018 venne sgomberata dalla propria abitazione situata in via Brasca a Trezzo sull’Adda. Edificio che venne poi trasformato dal Comune nel Campus della legalità. Per il Tribunale, infatti, l’ente avrebbe dovuto notificare il diniego alla pratica di condono edilizio, avviata agli inizi del Duemila dai proprietari, prima effettuare lo sgombero. E invece la famiglia che fino al 28 marzo viveva in quell’immobile si trovò senza alcun preavviso davanti all’uscio di casa un intero battaglione antisommossa dei Carabinieri e fu costretta nel giro di poche ore a prendere al volo le proprie cose e a lasciare per sempre la propria abitazione. Ma ora gli uffici si apprestano a restituire loro le chiavi della struttura.

Le reazioni

Dal Comune in una nota l’Amministrazione comunale ha già fatto sapere che una volta consegnate le chiavi ripartirà un nuovo iter per notificare la presenza di un abuso edilizio non sanabile in quanto l’immobile si trova in un terreno tutelato  dal Parco Adda Nord.

“Il Tar e il Consiglio di Stato hanno ritenuto fondamentale il fatto che l’istanza di condono non sia stata risolta in modo esplicito dal Comune, rendendo di fatto irregolare l’acquisizione
al patrimonio comunale dell’area. Si riparte dall’abuso edilizio quindi, origine della vicenda”

Ma intanto sulla vicenda se ne è anche parlato durante l’ultimo Consiglio comunale di scena venerdì 30 aprile 2021. E fra i consiglieri di minoranza c’è già chi ironicamente ha consigliato all’Amministrazione di cambiare il nome ala Casa della legalità, ribattezzandolo il Campus della vergogna.

Il servizio completo sulla Gazzetta dell’Adda in edicola e in versione sfogliabile web per pc, smartphone, e tablet da sabato 1 maggio 2021.