Il cantiere dell’ex Municipio a Rodano entra in una fase delicata. Con la scadenza contrattuale fissata al 31 marzo 2026 e il termine ultimo per la rendicontazione fissato al 30 giugno 2026, l’Amministrazione si trova a gestire una partita complessa, stretta tra ritardi strutturali e la necessità assoluta di non perdere i finanziamenti.
La riqualificazione dell’ex Municipio
L’opera da oltre 5,8 milioni di euro, finanziata tramite fondi Pnrr, prevede la riqualificazione del centro storico della frazione di Lucino e dell’edificio dell’ex Municipio, in cui, nel progetto originale, erano previsti alloggi sociali e spazi aggregativi e culturali a disposizione della cittadinanza. Nonostante l’ottimismo, i numeri raccontano una sfida serrata. L’impresa incaricata dei lavori si trova di fronte da un lato a un sovraccarico che ha inevitabilmente rallentato le operazioni sui cantieri, anche non rodanesi, e dall’altro anche la carenza di personale nell’intero settore incide sull’efficienza e sulla velocità delle operazioni.
A oggi sul sito operano circa 12 operai, una forza lavoro giudicata sufficiente ma non ideale:
Per chiudere nei tempi servirebbero almeno 20 persone. Ma la carenza di personale è un problema che sta colpendo tutti i cantieri d’Italia arrivati simultaneamente a scadenza.
ha detto il sindaco Rodolfo Corazzo.
Lo stato dei lavori
Tecnicamente, il piano terra terra è terminato e l’impiantistica (idraulica e riscaldamento) è completata. Il cronoprogramma prevede l’arrivo dei serramenti ad aprile, mentre le facciate verranno ultimate non appena il meteo lo permetterà. Restano però da completare tutte le finiture interne: rasature, pavimentazioni e sanitari.
Siamo positivi e visioniamo il cantiere costantemente. Tuttavia, siamo pronti a tutelarci: dal primo marzo applicheremo le penali previste dal contratto per i ritardi accumulati.
ha detto Corazzo.
Infatti, a causa dei rallentamenti, la ditta incaricata aveva chiesto una proroga, fino ad aprile, per l’ultimazione dell’intervento. Proroga che, però, è stata accettata solo parzialmente fino a venerdì, 27 febbraio 2026.
Tra speranze e dubbi
Sebbene non ci sia ancora una comunicazione ufficiale, l’Amministrazione confida in uno slittamento della chiusura dei lavori con la rendicontazione del 30 giugno.
Molti Comuni sono nella nostra stessa situazione. Se l’azienda dovesse rescindere il contratto ora, sarebbe un disastro, una “cattedrale nel deserto”. Ma l’impresa ha garantito la chiusura e noi vigileremo affinché l’opera venga portata a casa.
ha concluso il primo cittadino.
A non condividere questo moderato ottimismo è il consigliere di Vivo Rodano Cristian Sanna, che punta il dito sulla gestione dell’appalto:
A occhio servono ancora 6-8 mesi di lavori serrati, considerando che solo per i collaudi di una struttura così grande servono mesi. Se non verranno rispettati i termini del Pnrr, il Comune rischia seriamente il default
ha detto Sanna.