Don Andrea Citterio e i volontari dell’oratorio Sacer sono ritornati a casa lunedì primo settembre dopo un mese di volontariato in Mozambico. Un’esperienza intensa che le ragazze e i ragazzi hanno vissuto dando il loro aiuto materiale e spirituale ai malati e ai bisognosi.
Il racconto di Don Andrea
Un’estate diversa per ventitrè giovani studenti universitari. L’otto agosto sono partiti per Maputo per partecipare alla missione organizzata dall’oratorio con la collaborazione di padre Giuseppe Meloni, direttore dell’Istituto Don Bosco nella capitale del Mozambico. Don Andrea ha raccontato:
Abbiamo svolto attività di servizio in tre realtà della capitale. Nella casa Don Orione, in cui si trovano quaranta minori con gravi difficoltà cognitive e fisiche, abbiamo dato il nostro aiuto nell’imboccare, nelle attività di fisioterapia e in tutto quello che è la cura di quei bambini. Il secondo luogo era una comunità cristiana nella favela di Maputo. Lì abbiamo fatto un’attività che forse delle tre è la più simile a quello che facciamo qui in oratorio: animazione e attività di doposcuola. Il terzo luogo invece è Casa della misericordia, guidata da un padre missionario di Napoli, padre Antonio, dove ci sono giovani carcerati tra i 18 e i 25 anni che invece di stare in carcere, vivono un percorso di rinascita della propria persona, della durata di un anno, in programma di lavoro dove lavorano la terra e si occupano degli animali.
I giovani volontari hanno partecipato alle diverse attività con passione e dedizione. Sono stati divisi in piccoli gruppi e ogni gruppetto si è occupato di una realtà per una settimana. Un’organizzazione che ha permesso ad ogni studente di vivere pienamente ogni contesto
Sarei rimasto un altro mese solo per restare a guardare come hanno vissuto questa esperienza. Erano molto coinvolti, molto disponibili ed è stato bello il fatto che ciascuno di loro è stato capace nei giorni di condividere ciò che aveva vissuto perchè quotidianamente vivevamo un momento di condivisione e di rilettura della giornata
Il racconto di un volontario
Uno dei volontari, Matteo Melzi ha condiviso la propria esperienza:
È stata assolutamente un’esperienza molto positiva, molto positiva per tutti. Mi avrebbe fatto piacere continuare a restare li ed è una cosa che non dico solo io, ma è abbastanza condivisa nel gruppo. Un episodio che mi ha colpito particolarmente, è stato mentre facevamo il doposcuola. Alla fine di una lezione di matematica, un bambino mi ha chiesto di dargli i compiti a casa. Una cosa per noi impensabile da chiedere ad un insegnante, ma è un esempio di quanto quei ragazzi fossero grati di avere quelle lezioni. E il giorno dopo il bambino mi ha mostrato con orgoglio il quaderno con tutti compiti fatti a casa. Secondo me è importante provare a trasmettere la passione per lo studio, l’importanza di cercare un futuro anche in questo modo