Il gesto

Ha una casa a Niscemi e la offre gratis a una famiglia di sfollati

Germano Bottini vive a Cologno Monzese, ma è originario del paese siciliano colpito dalla frana: "Lo faccio per la mia terra e contro la speculazione degli affitti"

Ha una casa a Niscemi e la offre gratis a una famiglia di sfollati

La frana di Niscemi (ancora in movimento) ha raggiunto una larghezza di quattro chilometri, trascinando via nel burrone abitazioni e veicoli, dopo averli lasciati in bilico tra terra e vuoto. Un incubo a occhi aperti per i residenti del paese in provincia di Caltanissetta, che dal 25 gennaio 2026 sono tornati necessariamente con la memoria a quanto accaduto nel 1997 (con un altro smottamento di notevoli dimensioni). Naturalmente alle prese con il più classico dei dibattiti all’italiana sugli interventi di prevenzione idrogeologica fatti o rimasti solo sulla carta, e i rimpalli di responsabilità tra amministratori attuali e passati.

Frana di Niscemi: dalla distruzione alla speculazione

Ma in questo contesto si è sommata altra rabbia, provocata dalla speculazione senza freni (e senza vergogna) i cui effetti ricadono proprio sugli abitanti sfollati (quasi 1.500) che hanno bisogno urgente di un tetto. Il 54enne Germano Bottini, di Cologno Monzese, ma originario proprio di Niscemi, ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente la sua casa di famiglia, che per fortuna si trova in una zona centrale della cittadina ed è al di fuori della zona rossa.

“Scoprire che gli stessi ‘compaesani’ stiano approfittando di questa immane tragedia facendo lievitare i prezzi degli affitti è una cosa inaccettabile – ha detto Bottini – Un affitto medio a Niscemi è passato da 300 a 900 euro: questa situazione mi ha schifato”.

La decisione di mettere a disposizione (gratis) la sua casa

Per questo ha scelto di fare il primo passo.

“Siamo in molti ad avere case sfitte a Niscemi e se noi, figli di emigrati al Nord, cominciamo a dare il buon esempio, forse un paese fatto anche e soprattutto di gente buona che lavora la stessa terra che sta cedendo, potrà piano piano rialzarsi e reagire. So quanto possa essere difficile accettare che sconosciuti possano vivere qualcosa di tuo, ma è proprio impossibile voltare le spalle e fingere di non vedere intere famiglie, anziani e bambini che non hanno più un tetto dove rifugiarsi. L’egoismo è dannoso quanto la terra che sta cedendo”.

Il colognese ha voluto lanciare un appello, affinché altri niscemesi facessero altrettanto. Ma trasmettere questo messaggio non è stato facile.

“Il sindaco (Massimiliano Conti, ndr) inizialmente sembrava quasi infastidito da questa mia idea – ha aggiunto Bottini – Gli avevo fatto presente che il Comune si sarebbe potuto attivare per fare da garante, o per dei piccoli interventi di manutenzione ma davvero minimi, come può essere l’imbiancatura delle pareti”.

L’intervento della “Iena” Filippo Roma e il lieto fine

A dare una netta spinta al suo appello ci ha pensato l’inviato de “Le Iene” Filippo Roma, sceso in Sicilia per incontrare Bottini (che ha raggiunto il suo paese di origine pochi giorni dopo la frana) e lo stesso primo cittadino.

Filippo Roma e Germano Bottini

E il lieto fine è stato doppio: da una parte, il netto cambio di atteggiamento dell’Amministrazione comunale, che ha fatto proprio l’appello del colognese, rilanciandolo; dall’altra, invece, c’è la famiglia (con tre figli, di cui uno con una grave disabilità, e un altro in arrivo) che andrà a pernottare nella casa di Bottini, composta da una cucina, un bagno e due camere.

“Sono vivi per miracolo – ha raccontato ancora il colognese – La casa in cui vivevano è crollata due minuti dopo che erano usciti. Mio padre arrivò a Milano con la valigia di cartone: mettere a disposizione la mia abitazione altro non è che un modo per sdebitarmi nei confronti di una terra, la Sicilia, dove ho le mie radici. Voglio restituire anche un po’ di quello che mi è stato dato”.