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Ha solo 21 anni, ma è già docente di ruolo in una scuola superiore

È la storia di Christian Ferrari, Insegnante tecnico-pratico (Itp) al Nizzola di Trezzo sull'Adda

Ha solo 21 anni, ma è già docente di ruolo in una scuola superiore
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"Bamboccioni", "pigri" e "viziati". Sono solo alcuni degli epiteti che gli "adulti" utilizzano per la generazione dei cosiddetti "Gen Z", ossia quelli nati tra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2010. Andate a dirlo a Christian Ferrari che, a soli 21 anni, è già docente di ruolo in una delle scuole superiori più importanti e frequentate dell’Adda Martesana: l’istituto tecnico commerciale Jacopo Nizzola di Trezzo sull'Adda. A partire da settembre, infatti, entrerà a pieno titolo, con un contratto a tempo indeterminato, nello staff docente della scuola con il ruolo di Insegnante tecnico-pratico (Itp), figura responsabile delle attività pratiche e di laboratorio specifiche per i vari indirizzi di studio.

A 21 anni è già docente di ruolo al Nizzola di Trezzo

Un percorso che Ferrari ha avviato subito dopo la conclusione dei suoi studi secondari, dopo essersi diplomato come geometra al Mosè Bianchi di Monza, sua città di residenza:

"L’idea di partecipare al concorso per diventare Itp mi è venuta spontaneamente, senza che nessuno mi influenzasse - ha raccontato il prof - Già durante gli anni di superiori facevo ripetizioni e mi sono accorto che insegnare era un’attività che mi piaceva. Così mi sono informato e ho partecipato al concorso nella primavera del 2024. Ho passato le prove scritta, orale e pratica e lo scorso settembre ho iniziato a lavorare proprio al Nizzola".

Nove mesi in cui ha avuto due terze e qualche ora in quinta superiore, ma senza essere ancora di ruolo. Doveva infatti ancora conseguire l’abilitazione, che ha ottenuto pochi mesi fa e dall’1 settembre potrà a tutti gli effetti ottenere la cattedra proprio nell’istituto tecnico di Trezzo sull’Adda:

"Lo scorso anno mi è capitato di avere in classe uno studente che era più vecchio di me, ma devo dire che con i ragazzi si è creato un ottimo rapporto - ha proseguito - Penso che la mia giovane età mi aiuti nel relazionarmi con gli studenti perché parliamo un linguaggio più vicino, inoltre riesco a capire meglio le situazioni che vivono, visto che ci sono passato pochi anni fa quando ero dall’altro lato della cattedra. Non nascondo che ci siano delle difficoltà, specialmente nel mantenere le distanze che devono esserci tra discenti e professore. Per esempio lo scorso anno ho preferito che mi dessero del “lei” per evitare che si creassero rapporti eccessivamente confidenziali legati anche alla poca differenza di età tra me e loro. Devo dire però che la barriera anagrafica non è andata a incidere sul mio lavoro, specialmente se si riesce a creare il giusto rispetto e un clima positivo in classe".

L'impatto con i nuovi colleghi

Anche con gli altri professori, dopo il primo impatto, la collaborazione è stata ottima.

"Devo dire che il Nizzola gode di un ambiente positivo e molto stimolante per lavorare - ha proseguito il prof Ferrari - I colleghi mi hanno aiutato fin da subito e si è creato un ottimo rapporto. Penso che avere un insegnante così giovane possa essere una risorsa nell’interfacciarsi con le nuove generazioni degli studenti. Anche con il dirigente mi sono trovato benissimo e lo ringrazio per la fiducia: la prima volta che ci siano conosciuti, scherzando, mi ha detto che sembravo uno studente di quinta superiore".

Oltre a insegnare al Nizzola, dove ha un contratto di 18-19 ore settimanali, Ferrari sta anche frequentando l’università, portando avanti studio e lavoro in contemporanea.

"Penso che l’insegnamento non sia un “lavoro” come gli altri, bisogna avere una certa propensione e grande passione per trasmettere contenuti agli studenti - ha concluso - Credo che un professore debba essere prima di tutto aperto all’ascolto e disponibile con gli studenti, cercando il più possibile di andare incontro alle loro esigenze. Quando ho fatto il concorso per diventare insegnante tecnico-pratico non sapevo bene cosa mi aspettasse, ma devo dire che questo primo anno di lavoro è stato molto positivo. Ringrazio la mia famiglia per il supporto che mi ha dato, il dirigente e i colleghi del Nizzola per la fiducia che hanno avuto nei miei confronti".

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