L'IDEA

Ha inventato una web app per il figlio Dsa: “Faticava a studiare, allora io ho creato Imparago”

Il gorgonzolese Davide Marcucci vuole aiutare i ragazzi a superare le difficoltà nell'apprendimento

Ha inventato una web app per il figlio Dsa: “Faticava a studiare, allora io ho creato Imparago”

Per molti ragazzi con Dsa, Disturbi specifici dell’apprendimento, il momento dei compiti pomeridiani è una montagna invalicabile. Per Davide Marcucci, 39 anni, gorgonzolese e sviluppatore web di professione e papà di Luciano (11 anni), quella montagna era diventata una sfida quotidiana fatta di frustrazione e noia. Ma dove gli strumenti digitali tradizionali hanno fallito, è intervenuta la passione di un genitore e la forza del codice informatico.

La web app Imaprago

È nata così Imparago, una web app progettata dal gorgonzolese che punta a rivoluzionare l’approccio allo studio per i ragazzi delle elementari e delle medie. Il progetto, che ha già incassato il parere positivo dell’Associazione italiana dislessia di Milano e otterrà presto il patrocinio del Comune, si prepara a una fase di test cruciale.

Ho provato varie applicazioni di supporto allo studio ma non trovavo mai quella adatta a mio figlio. Indipendentemente dai costi, se c’era qualcosa che lo motivava non lo aiutava sul fronte dell’organizzazione. Così ho fatto la mia parte. Ho passato notti negli ultimi due mesi a scrivere codici perché vedevo Luciano perdere lo stimolo dopo poche settimane con le app classiche. Imparago non sostituisce lo studio, lo supporta attraverso la gamification: logiche visive al posto dei numeri ansiosi e meccaniche di gratificazione immediata.

ha raccontato Davide, nato a Pavia ma residente in città da cinque anni.

Il funzionamento è intuitivo: lo studente avvia un timer per la sessione di studio e, al completamento, riceve una valuta virtuale chiamata “Lucien” (dal nome del figlio, che sta anche disegnando le mascotte dell’app). Questi crediti permettono di collezionare figurine digitali in un album tematico con carte comuni, rare e leggendarie o di riscattare premi reali concordati con i genitori.

Un patto tra genitori e figli

A differenza di molte piattaforme educative, Imparago mette al centro la connessione familiare. I premi non sono predefiniti dal sistema: è l’adulto a decidere cosa inserire (una pizza, un set Lego, del tempo extra per i videogiochi) e a validare lo sforzo del figlio.

Non viene valutato solo il risultato, ma l’impegno messo durante la sessione di studio. Il genitore può generare report per monitorare i progressi, ma l’obiettivo resta l’autonomia. Abbiamo inserito anche funzioni di mindfulness, con esercizi di respirazione zen, e un monitoraggio dell’umore per capire come il ragazzo affronta le materie più ostiche

ha spiegato Marcucci.

L’appello alle famiglie della Martesana

La piattaforma è stata pensata con un approccio offline-first e un’attenzione alla privacy: non vengono salvati dati sensibili, solo nickname. Nonostante l’interesse suscitato, Davide Marcucci è categorico sull’uso dell’Intelligenza artificiale:

Non ci sarà mai per lo studente. Il supporto deve rimanere umano e relazionale

Dopo settimane di sviluppo, il progetto entra ora nel vivo. L’obiettivo è far partire una beta pubblica tra febbraio e marzo:

Cerco almeno 50 famiglie nel territorio della Martesana per testare concretamente l’app prima del lancio ufficiale. Dietro non c’è un’azienda, ma la voglia di condividere uno strumento che con mio figlio sta funzionando. Se il progetto funziona e può aiutare altre famiglie, lo terrò gratuito per sempre

ha concluso lo sviluppatore.

E’ già accessibile su invito la versione beta attraverso questo link. I genitori interessati a partecipare alla sperimentazione possono accedere alla versione di prova e contribuire, con i loro feedback, alla rifinitura di quello che, almeno sulla carta, si preannuncia come uno degli strumenti compensativi più innovativi nati dal basso.