Continua la staffetta verso l’8 marzo lanciata dai ragazzi e dalle ragazze del Giordano Bruno: questa volta il testimone è tornato a Melzo dove alcuni studenti hanno dato vita a una serata dedicata al tema della parità di genere grazie a performance teatrali e ad un dibattito intergenerazionale.
L’iniziativa è partita dagli alunni di quarta A e quinta A coordinati dalla professoressa Cristina Ballotta e ha incontrato il supporto di Rete Viola, Utl Melzo e dell’Amministrazione comunale. L’obiettivo è quello di combattere insieme contro i pregiudizi, gli stereotipi, le ipocrisie e ogni forma di violenza verbale, fisica, economica o sociale.
Un percorso di continuità
Già lo scorso anno il liceo Giordano Bruno era stato scelto come scuola-presidio di Libera Martesana e proprio dall’istituto di viale Svezia era partita la Marcia della legalità. Gli studenti del “GB” hanno perciò deciso di portare il loro impegno oltre i banchi di scuola e coinvolgere tutto il territorio in un nuovo cammino verso l’uguaglianza e la legalità.
Nella sala Vallaperti di Palazzo Trivulzio all’inizio della serata Emma e Serena hanno spiegato da dove nasce l’iniziativa e il desiderio di mettersi in gioco:
Nel nostro liceo molti studenti tra cui noi fanno parte del presidio studentesco di Libera Martesana: infatti secondo noi la legalità non è solamente un concetto astratto bensì è proprio qualcosa su cui si fonda la nostra comunità. Quest’anno abbiamo deciso di toccare un tema molto importante e attuale ossia quello della violenza contro le donne. La violenza di genere è un argomento molto discusso e che merita, secondo noi ragazzi, una maggiore attenzione: per questo siamo qui oggi
Dal palco alla discussione
Dopo queste parole le studentesse hanno lasciato il palco ai compagni che si sono esibiti in un breve spettacolo teatrale basato su una storia vera rielaborata attraverso testi autoprodotti. Amir, Elara, Abdo ed Elisa, accompagnati alla regia da Ardi, hanno portato in scena una storia di abusi e violenze che finisce però con il coraggio di denunciare: una storia che rivela inoltre il potere e l’influenza della rete e dei social media sulle relazioni.
Al termine c’è stato un ampio spazio per il dialogo con il pubblico tra cui era presente anche l’assessore Francesca Moratti, la quale ha ringraziato i ragazzi e le ragazze e ha passato il testimone a Cernusco sul Naviglio.
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