Attualità
Natale... 2023

Gli strumenti degli ex deportati di Cassano D'Adda cercano musicisti... per suonare la piva il prossimo Natale

Claudio Stucchi ha fatto restaurare un violino, un arcichitarra, un saxofono e una fisarmonica con l'obiettivo di usarli per un concerto il prossimo anno

Gli strumenti degli ex deportati di Cassano D'Adda cercano musicisti... per suonare la piva il prossimo Natale
Attualità Cassanese, 31 Dicembre 2022 ore 10:07

Una bella storia di Natale, risalente però al secondo Dopoguerra. L'ha raccontata Claudio Stucchi, ex docente di musica e direttore della schola cantorum di Cascine San Pietro a Cassano d'Adda: suo padre Ambrogio, insieme a tre amici, tutti sopravvissuti ai campi di concentramento, era solito esibirsi per gli abitanti del borgo nelle fredde sere di dicembre, per rallegrare i cuori dei bambini e delle madri. Ora però vuol far rivivere quel ricordo: ha restaurato gli strumenti e cerca musicisti da far esibire. Magari per il Natale... 2023.

Erano quattro amici... a Cascine, che volevano suonare per il borgo

Questo il racconto di Stucchi:

Mio padre Ambrogio suonava il saxofono. Con lui, i fratelli Ferdinando e Umberto Brambilla e l’amico Franco Mapelli, storico tabaccaio della frazione. Erano stati tutti prigionieri nei campi durante la Seconda guerra mondiale e, una volta tornati a casa, erano soliti ritrovarsi per suonare insieme. Allietavano gli abitanti nelle fredde serate di dicembre. Non è difficile immaginare il borgo come un presepe a grandezza naturale, specialmente se sotto un sottile strato di neve, magari alcuni anni fa, quando le macchine posteggiate nelle corti erano ancora poche e nelle case si usavano scaldaletti e camini per proteggersi dal freddo dell’inverno. Una vera e propria cartolina, in cui per le strade aleggiavano le note dei musicisti e dei cantori

Un concerto con gli strumenti del Dopoguerra

Ora i quattro amici non ci sono più, ma a Stucchi è venuta l’idea di ricordarli e celebrarli, a oltre trent’anni dalla loro ultima esibizione.

Ho chiesto agli eredi di cercare quegli strumenti negli armadi e nei bauli di famiglia. Siamo riusciti a recuperarli tutti, ma non potevano essere utilizzati: il violino non teneva più l’accordatura, mentre gli altri, muti da tempo, avevano bisogno di un vero e proprio restauro. Li abbiamo dati in mano a degli esperti e, dopo alcuni mesi di lavoro, ci sono stati restituiti: ora possono essere suonati, non resta che cercare i musicisti e creare l’occasione per farli esibire

Per quest’anno, ormai, non c’è più tempo. Ma magari, per il prossimo Natale...

Seguici sui nostri canali