Ambiente

Gli impianti fotovoltaici a terra incombono: agricoltori preoccupati

"I pannelli installati sui terreni agricoli rappresentano un consumo di suolo che rischia di compromettere la produzione agricola e il paesaggio rurale"

Gli impianti fotovoltaici a terra incombono: agricoltori preoccupati

Lo spettro di diversi impianti fotovoltaici, a terra, aleggia sull’Adda-Martesana. E preoccupa, non poco, gli agricoltori della zona che temono la sottrazione di terreni per la coltivazione.

Pannelli fotovoltaici sui campi

A prendere posizione contro la possibilità che terreni agricoli vengano coperti da pannelli per la produzione di energia è stata in particolare l’Associazione italiana coltivatori che ha espresso la sua forte contrarietà alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra nell’Adda-Martesana, dopo la notizia dei vari progetti (come quelli già noti di Pozzo e Cambiago) di maxi impianti previsti, milioni di metri quadrati, oggi destinata alla produzione agricola.
Secondo l’Aic, i progetti, promossi da società private, sono destinati a restare in funzione per circa vent’anni, sorgerebbero su terreni agricoli, sollevando così preoccupazioni legate al consumo di suolo e alla tutela del paesaggio rurale.
A ribadire la posizione dell’associazione di categoria è stato il presidente di Aic Nord Occidentale, Giuseppe Fumagalli.

“Sì agli impianti ma non sui campi”

Siamo favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili e all’utilizzo del fotovoltaico, ma privilegiando tetti di capannoni, edifici e aree già urbanizzate. I pannelli installati sui terreni agricoli rappresentano invece un consumo di suolo che rischia di compromettere la produzione agricola e il paesaggio rurale.

ha osservato Fumagalli che ha sottolineato anche l’importanza di tutelare i terreni agricoli produttivi, che rappresentano una risorsa fondamentale per il territorio e per le aziende agricole locali e annuncia una mobilitazione nel caso in cui i progetti relativi agli impianti fotovoltaici a terra nell’area dell’Adda-Martesana dovesse prendere forma.

“Porterò i cittadini a vedere cosa succede”

Se in Martesana inizieranno impianti di questo genere, mi farò carico di portare i cittadini a vedere con i propri occhi cosa succede durante i lavori nei campi. Scavi, movimentazione di terra, mezzi pesanti e la trasformazione di terreni agricoli in veri e propri cantieri.

ha annunciato Fumagalli che ricopre oltre alla carica di presidente Aic Nord Occidentale anche quella di consigliere comunale di minoranza a Trezzo 

L’associazione ha anche invitato a prendere esempio da quanto fatto nei mesi scorsi dall’Amministrazione comunale di Trezzo, che ha espresso una posizione chiara a tutela del suolo agricolo, privilegiando soluzioni che non comportino la sottrazione di terreni produttivi.
Per Aic è quindi necessario orientare lo sviluppo delle energie rinnovabili verso superfici già disponibili, evitando di sottrarre terreno fertile all’agricoltura e salvaguardando il paesaggio rurale. Una battaglia che probabilmente interesserà alcuni Comuni dell’Adda Martesana già nei prossimi mesi.