Seconda giornata del Giffoni School Experience, il progetto messo in campo dal Giffoni Film Festival e finanziato dal Piano nazionale Cinema per la scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Melzo ha ospitato l’unica tappa lombarda, che ha trovato “casa” presso il Cinema Arcadia di Melzo. E quest’oggi l’ospite d’eccezione è stato qualcuno che ha fatto dell’inclusione, dei ragazzi e della pizza il suo spettacolo quotidiano: PizzAut.
La seconda tappa del Giffone School Experience
Oggi, martedì 3 marzo 2026, il Cinema Arcadia ha ospitato la seconda giornata del progetto School Experience, patrocinato dal Comune di Melzo in collaborazione proprio con Arcadia. Questa mattina protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado dell’istituto comprensivo Ungaretti e della scuola paritaria Casa San Giuseppe. La prima parte della mattinata è stata dedicata alla visione di film e cortometraggi con gli operatori del Gff, cui ha fatto seguito la votazione da parte dei ragazzi e i commenti su quanto visto, ricalcando lo spirito tipico del festival internazionale del cinema giovanile che ogni anno si tiene a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno.
Come già accaduto ieri, quando a essere chiamati in causa sono stati i bambini delle primarie Ungaretti e San Giuseppe, gli studenti delle medie accompagnati dai loro docenti si sono dimostrati particolarmente attenti e interessati agli argomenti trattati, lasciando coinvolgere nell’esperienza di giurati proposta dal Giffoni Film Festival.
All’Arcadia l’esperienza di PizzAut
Alle 11, però, è stato il momento dell’ospite più atteso della giornata e fortemente voluto dal Comune di Melzo: Nico Acampora, anima e fondatore di PizzAut, la pizzeria inclusiva che dà lavoro a ragazzi autistici. A introdurlo il sindaco Antonio Fusè e l’assessore agli Eventi Emidio De Cunto che hanno sottolineato il connubio tra scuola, cinema (e quindi cultura) e inclusione, evidenziando come la città di Melzo sia una realtà storicamente attenta alla valorizzazione delle differenze e all’inclusione di chi ha disabilità.
Ma il mattatore, come solito fare, è stato proprio Acampora che si è rivolto direttamente ai ragazzi interrogandoli:
Quanti di voi conoscono PizzAut? Quanti di voi hanno mangiato una pizza da PizzAut? E ora vi chiedo, quanti di voi il pomeriggio escono in compagnia con un amico o un compagno che ha una disabilità?
Una serie di domande che ha posto ancora una volta al centro dell’attenzione la “normalizzazione” della disabilità e l’importanza di iniziative come quella di PizzAut che rende una cosa come il lavoro, “normale” anche per chi solitamente non vive questa normalità.
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