DALLA CARTA ALLO SCHERMO

Gabriella Marchese, la storia di Giulia da Vignate conquista Venezia

Il teaser del cortometraggio debutta a «Donne d’amore»: una nuova edizione del libro e un progetto contro la violenza sulle donne pronto a guardare ai Festival

Gabriella Marchese, la storia di Giulia da Vignate conquista  Venezia

Un minuto appena, ma sufficiente perché le parole di un libro acquistassero volti, voci e movimento. Da Vignate, Gabriella Marchese ha portato fino a Venezia la storia di Giulia, presentando al Palazzo dei Dogi il teaser del cortometraggio nato dal suo volume.

Un sogno diventato immagini a Venezia

L’occasione è stata la rassegna al femminile «Donne d’amore», organizzata da Virginia Barrett. Per Marchese un momento carico di emozione, arrivato mentre il suo racconto sta assumendo una veste completamente diversa.

«È stata una giornata bellissima, mi sembra ancora di essere dentro un sogno»

ha raccontato l’autrice.

Durante l’evento è stata svelata pure la nuova edizione del volume, pubblicata da Graus Edizioni con copertina e titolo differenti: «L’amore? No, Giulia, non basta». Al fianco della scrittrice c’erano l’editore Pietro Graus e l’onorevole Martina Semenzato, che davanti al pubblico ha rivolto un invito ufficiale per quando il cortometraggio sarà terminato.

Volti e voci per raccontare Giulia

A Venezia era presente parte del cast: Greta Rossetti, Sergio Maria D’Ottavi, Marcella Bonifacio, Marco Ruggero e Rosanna “Roxy B Bico”.

Bonifacio è produttrice dell’opera, realizzata con Zoom Life Production come produttore esecutivo e Antonio Drago alla regia. Daniele Bianco interpreta invece il brano scelto come colonna sonora.

Il passaggio dalle pagine alle immagini porta con sé soprattutto il messaggio che Marchese vuole affidare al pubblico. Il progetto, sostenuto moralmente dalla Rete Viola antiviolenza, nasce per accendere i riflettori sulla violenza contro le donne e provare a raggiungere chi affronta situazioni simili a quella raccontata attraverso Giulia. Una volta completato, l’obiettivo sarà portare il corto nei festival e far conoscere il suo messaggio a un pubblico sempre più ampio.

«La violenza non è un problema privato»

È proprio a questo aspetto che Marchese affida il significato più profondo del percorso intrapreso.

«Spero che il libro e il cortometraggio possano arrivare al cuore delle persone, aiutandole a sentirsi meno sole. La violenza non è un problema privato, ma una battaglia che dobbiamo combattere tutti insieme»

ha spiegato la scrittrice.

Venezia non è stata così soltanto una vetrina. Per Giulia si è aperto un altro capitolo, questa volta fatto di immagini e voci, con un obiettivo semplice quanto difficile: arrivare a chi quella violenza la vive e farlo sentire meno solo.

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