Analisi

Futuro ponte San Michele: dal 2030 al 2034 cosa succederà ai collegamenti?

Le analisi degli ingegneri di Rfi comunicate nel 2021 non lasciavano spazio a interpretazioni, ma nessuno dei nostri politici dice ai cittadini cosa succederà alle sponde di Paderno e Calusco d'Adda una volta giunto a fine vita l'attuale viadotto

Futuro ponte San Michele: dal 2030 al 2034  cosa succederà ai collegamenti?

Proponiamo l’interessante servizio realizzato dai colleghi di PrimaMerate.it (potete leggerlo integralmente cliccando qui)  in merito agli sviluppi che potrebbe comportare la realizzazione del nuovo Ponte San Michele di collegamento tra le sponde dell’Adda di Paderno e Calusco d’Adda. Un intervento che potrebbe avere risvolti anche sui Comuni dell’Adda Martesana che si affacciano sulle sponde abduane.

Ponte San Michele, quale futuro?

Se davvero il ponte San Michele arriverà a fine vita nel 2030, in attesa che quello nuovo venga realizzato (ammesso che sia davvero così) nel 2034, per quattro anni le sponde di Paderno e Calusco d’Adda rimarranno senza collegamento?

La domanda sorge spontanea e sorprende che solo l’assessore di Calusco Massimo Cocchi se la sia posta, arrivando correttamente a ipotizzare la distruzione di un tessuto sociale ed economico dal quale poi non si potrà tornare indietro. Perché i nostri politici non hanno posto il quesito ai tecnici di Rfi che hanno incontrato giovedì? O se l’hanno fatto, perché non condividono con i cittadini la risposta che hanno ricevuto?

Viene difficile pensare che gli ingegneri della società proprietaria del San Michele abbiano bluffato, quando ad aprile del 2021 stimarono in poco meno di dieci anni la residua durata dell’infrastruttura, progettata in origine per durare 90 anni ma giunta ormai alla soglia dei 140 e realizzata con materiali ormai obsoleti.

Le loro analisi, confermate anche dal parere autorevole dell’Istituto Italiano della Saldatura, parlarono di «regressione della struttura» e di «estrema fragilità». Nessun altro studio più recente le ha smentite.

Ovunque risieda la verità, è evidente che qualcuno non la racconta giusta. O forse non sa come spiegare ai cittadini delle due sponde che, a causa del tempo perso tra chiacchiere e proclami, dal 2030 si rischia di rimanere senza nessun collegamento.