Da un lato l’Amministrazione e la maggioranza di Melzo che credono fortemente nel progetto di riqualificazione dell’area ex Interzuccheri come volano per rilanciare la zona industriale a ovest della città. Dall’altro il Partito democratico e un gruppo di residenti, che hanno protocollato osservazioni precise al Piano presentato da Officine Mak e approvato dalla Giunta. Osservazioni che sono state tutte respinte dagli amministratori, facendo gridare allo scandalo la segretaria dem Tatiana Tritone, che ha chiesto più democrazia e maggiore coinvolgimento della città in una decisione definita “strategica” per il futuro di Melzo.
Sulla questione abbiamo intervistato l’assessore all’Urbanistica e vicesindaco Lino Ladini.
Il Pd vi accusa di scarsa democrazia nei processi decisionali, come replicate?
Le osservazioni del Partito democratico, a differenza di quelle espresse dai cittadini intervenuti, riguardano essenzialmente questioni di natura giuridico-urbanistica. In sostanza, è stato contestato il percorso di approvazione del progetto, anche a prescindere dal suo contenuto, fino a chiederne la revoca. Ogni delibera assunta dagli organi amministrativi del Comune è subordinata a un parere di natura tecnico-amministrativa: in questo caso la proposta di delibera, per la sua importanza, è stata analizzata preliminarmente anche dai legali dell’ente per ottenerne il positivo parere. L’iter amministrativo del progetto, peraltro conforme alle prescrizioni del Pgt vigente e quindi non richiedente variazioni urbanistiche da approvare da parte del Consiglio comunale, è un fatto di natura tecnica e non sono state ravvisate dai legali le condizioni per un annullamento della procedura.
E per quanto concerne le osservazioni dei cittadini?
Le questioni sollevate riguardano principalmente elementi di natura tecnica legati alla realizzazione dell’opera, come i rischi di inquinamento acustico, le problematiche idrauliche, le opere di protezione e di mitigazione ambientale previste. Su queste osservazioni i tecnici del Comune, i progettisti e vari specialisti hanno lavorato specificamente, offrendo le motivazioni dettagliate di ogni singolo punto in discussione, cercando di esprimere senza riserve le valutazioni che hanno portato a privilegiare nel progetto determinate scelte tecniche rispetto ad altre.
Il Pd vi accusa di aver acconsentito a opere di urbanizzazione – come il nuovo parcheggio su via Vespucci – che andranno esclusivamente a vantaggio del privato. Come vi difendete?
Le opere di urbanizzazione che verranno realizzate a carico dell’operatore immobiliare non riguardano aree private, ma zone della nostra città a destinazione economicamente rilevante e produttiva e che non meritano di essere abbandonate solo perché destinate a finalità non residenziali oppure in quanto periferiche. Anche su questo la posizione di questa Amministrazione è chiara e crediamo che il rinnovamento della città, oneroso e per questo faticoso per l’ente, debba interessare la maggior parte possibile del territorio. Senza contare che nel quadro dell’intervento verranno realizzate anche opere a favore delle strutture sportive e la risistemazione dell’Area fiera di via Colombo.
Dunque siete convinti che questa sia la strada giusta per il futuro della città?
Crediamo che su questo progetto sia stato svolto un importante lavoro di approfondimento di molti elementi progettuali, che consentirà nei prossimi anni di recuperare un’ulteriore area del nostro territorio dismessa da decenni, nel quadro dei molteplici interventi di recupero e rigenerazione urbana che, come ben evidente, stanno interessando la nostra città in questi anni.