Uno a zero e palla al centro. Il primo punto sulla vicenda ex Interzuccheri lo mettono a segno Officine Mak, Comune di Melzo e gli operatori che stanno pianificando e realizzando il futuro logistico dell’area.
Il Tar boccia la sospensiva cautelare
Mercoledì il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia si è espresso sul ricorso presentato da un gruppo di residenti di via Da Vinci, sostenuti dal Partito democratico cittadino per tramiate dell’avvocato e membro della segretaria dem Fabio Vailati, che si è prestato ad assisterli gratuitamente nell’iter processuale. Più che nel merito del ricorso, il Tar ha espresso il proprio parere sulla richiesta di sospensiva cautelare delle deliberazioni di Giunta che, di fatto, hanno approvato il Piano di intervento integrato ex Interzuccheri, con le modifiche promosse dall’operatore per realizzare un nuovo comparto logistico tra via Da Vinci e via Vespucci.
Tradotto in parole semplici si tratta di un pronunciamento che di fatto dà il via libera alla ripartenza dei lavori, bloccatisi dopo la presentazione del ricorso. L’operatore che ha acquistato il terreno e i diritti edificatori, dunque, potrà partire con la realizzazione dei primi manufatti, dopo che l’area era già stata bonificata, ripulita e spianata.
Vinta una battaglia e non la guerra
Una battaglia vinta, ma la guerra è ancora lunga. Infatti la sospensiva non implica l’accoglimento del ricorso in toto che, come chiarito dai giudici, “presenta profili di particolare complessità che non si prestano ad adeguata trattazione in sede cautelare”. Ciò significa che nelle prossime fasi del dibattimento i cittadini avranno modo di far valere le proprie motivazioni nel tentativo di bloccare l’iter di realizzazione dell’opera. Perché, come si legge sempre nella sentenza, “bilanciando i contrapposti interessi si è ritenuto opportuno non disporre gli effetti dei provvedimenti impugnati, e ciò in considerazione del fatto che, in caso di eventuale accoglimento del ricorso in sede di merito, si dovrà comunque provvedere al ripristino delle opere realizzate in esecuzione del Pii impugnato, con conseguente pieno ristoro dei danni paventati dai ricorrenti nell’istanza cautelare”.
Ciò significa che il percorso processuale è solo all’inizio e che non è detto il primo punto messo a segno sia quello della vittoria.