Sono quasi due settimane che il livello dell’acqua del Molgora preoccupa, con il torrente che sta pagando in maniera pesante la siccità e il caldo di questa prima metà d’estate. I cittadini di Melzo e degli altri Comuni che si affacciano sul corso d’acqua mantengono alta la soglia di attenzione e chiedono di non lasciar morire un ecosistema prezioso e da preservare.
L’emergenza siccità colpisce il Molgora
Dopo oltre dieci giorni oggi, martedì 14 luglio 2026, per la prima volta le acque del Molgora hanno ripreso a scorrere dopo settimane di pozze stagnanti in cui i pochi pesci rimasti sguazzavano agonizzanti. Le fotografie scattate da chi abita lungo il corso del torrente valgono più di mille parole e testimoniano le difficoltà che si stanno vivendo in questo periodo di forte siccità e di temperature da record.
Si tratta di un torrente naturale, dove il livello dell’acqua non viene gestito artificiosamente attraverso un sistema di chiuse, ma dipende dai suoi affluenti, dal livello della falda e dalle piogge, ovviamente. Inoltre, essendo utilizzato per l’irrigazione risente in maniera particolare delle necessità degli agricoltori che ne prelevano l’acqua secondo un calendario prestabilito.
La gestione del torrente è in capo al Consorzio Est Ticino Villoresi per conto di Regione Lombardia, con il consorzio che ha il compito di effettuare le opere idrauliche ordinarie e straordinarie individuate di volta in volta. Sempre al Consorzio spetta il monitoraggio idro-pluviometrico, ma a differenza di quanto accade per altri corsi (per esempio il Naviglio Martesana) la regolamentazione dei flussi d’acqua non è gestita direttamente da Ets.
L’allarme dei cittadini sul livello dell’acqua
Già da inizio giugno sono arrivate le prime segnalazioni sullo stato di salute del Molgora. In primis per la presenza di sostanze sulla superficie del canale, in particolare un liquido oleoso e la presenza di schiuma bianca, poi per l’abbassamento del livello dell’acqua che ha comportato la creazione di vere e proprie isole di secca lungo l’alveo del torrente. Sul primo caso Arpa Lombardia aveva fatto presente di non aver ricevuto alcuna segnalazione da parte di cittadini o di istituzioni. Per il secondo caso, invece, si tratta di un tema ricorrente, specialmente in estate, con annesse problematiche per chi vive lungo il Molgora.
Non solo da un punto di vista ambientale e di sopravvivenza della fauna presente, ma l’acqua stagnante che si viene a creare provoca disagi anche per la presenza di zanzare e per gli odori molesti che si sollevano specialmente nelle ore più calde.
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