Chiudono alcuni storici negozi del centro di Cernusco sul Naviglio. Serrande che si abbassano con grande fragore, perché lasciano un vuoto e lanciano un campanello d’allarme. Tra le attività che hanno annunciato la cessazione c’è “Strike Sport”, storico negozio di abbigliamento di piazza Matteotti. Era attivo da ben trentacinque anni.
Una storia cominciata nell’aprile del 1991
“Svendita per cessata attività” è la scritta che campeggia sulle vetrine ad angolo del negozio, sotto i portici. Gigi Cambiaghi e Gabriela Ferrario contano di abbassare la serranda prima di Natale, al termine di una storia cominciata nell’aprile del 1991.
Strike sport è nato un po’ così, con un gruppo di amici, anche poco addetti ai lavori, però poi la cosa ha preso piede
hanno raccontato i coniugi. Dopo le prime esperienze a Brugherio, il trasferimento a Cernusco, in una piazza che ricordano come “splendida per la qualità dei negozi” . Del giorno dell’apertura Gigi conserva un ricordo preciso:
Due giorni dopo cominciò a nevicare. Erano quei fiocchi bagnati che poi non si fermano a terra, ma per circa cinque minuti nevicava
Un dettaglio rimasto impresso nella memoria, a distanza di trentacinque anni. In un primo periodo, la vendita era legata soprattutto agli articoli tecnici: dalle racchette da tennis al materiale per le società sportive. Gigi, ex allenatore di basket con esperienze anche nella serie A1 femminile, aveva portato in negozio la propria passione per lo sport. Con il tempo, i cambiamenti del mercato hanno spinto l’attività verso l’abbigliamento.
Il peso del commercio online sulla chiusura
A pesare sulla chiusura è stata soprattutto la concorrenza dell’e-commerce:
Ha stravolto il mondo molto più di quanto abbiano fatto i centri commerciali. I primi concorrenti sono le aziende con la vendita diretta online, che noi abbiamo contribuito a rendere importanti
Ha spiegato Gigi. Una sfida impari per un piccolo negozio che deve programmare gli ordini con mesi di anticipo senza poter contare sulle risorse delle grandi piattaforme.
Non sono contro l’e-commerce, il problema però è che tutto andava regolamentato in qualche modo. Questo mestiere ci piace e avremmo anche continuato, se ci fossero state le condizioni giuste.
Hanno precisato Gigi e Gabriela. Arrivati alla pensione, hanno quindi scelto di chiudere. Anche un eventuale passaggio di consegne sarebbe stato complicato, tra investimenti, organizzazione e competenze necessarie per gestire l’attività.
Un punto di riferimento per amici e cittadini
A rendere più difficile il distacco è stato soprattutto il rapporto con i clienti, diventati amici negli anni.
Non vengono specificamente per comprare, vengono per fare due chiacchiere, si va a bere un caffè insieme
ha aggiunto Gabriela. Per alcuni, il negozio è diventato anche un luogo d’incontro abituale, dove ritrovarsi il sabato. Con la chiusura di “Strike Sport” non scompaiono soltanto trentacinque anni di attività commerciale, ma anche un punto di riferimento fatto di relazioni quotidiane. Un pezzo di vita del centro che, prima di Natale, si prepara a salutare i suoi clienti.
Un appello contro lo spopolamento del centro storico
Il caso di “Strike sport” e di altre realtà che in questi giorni stanno abbassando la serranda è arrivato anche in Consiglio comunale. Nell’ultima seduta Danilo Radaelli, della lista di minoranza Vivere Cernusco, ha invitato l’Amministrazione a porre serie attenzioni al centro storico che si sta spopolando in modo allarmante di attività commerciali.
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