Dopo le vicissitudini della scorsa settimana, che hanno visto protagoniste alcune palestre di Cassina de Pecchi, torna ad emergere con forza il problema delle infiltrazioni. I pavimenti delle tensostrutture, del Palacassina e della palestra comunale di Sant’Agata sono pieni di acqua.
La conta dei danni
Dato l’inconveniente, gli allenamenti, appena ripartiti grazie alla stipula degli accordi tra associazioni sportive e Comune, si devono nuovamente interrompere. Le coperture delle tensostrutture non hanno retto al violento temporale scattato questa mattina verso le 5:00.
Dalla Asd Pallavolo Cassina spiegano:
Le consuete operazioni di pulizia del campo e degli spogliatoi delle Tensostruttre, a nostro carico e che hanno inizio solitamente alle 05.20, sono state interrotte a causa della temporanea impraticabilità della struttura per allagamento. Non è la prima volta e temiamo non sarà l’ultima, dato che le nostre segnalazioni via PEC cadono solitamente nel vuoto.
Alle 06 anche i responsabili della Sant’Agata Nippon Club sono dovuti correre a spostare l’attrezzatura a causa delle infiltrazioni. I lavori temporanei del Comune, che avrebbero dovuto rendere la palestra utilizzabile, non hanno funzionato; l’auspicio ora è che si acceleri sulle sistemazioni definitive.
Anche Uniti per Cassina chiede risposte concrete e immediate
Un punto subito sottolineato anche da Andrea Maggio di Uniti per Cassina:
Quando venerdì scorso ho scritto in difesa del gestore della palestra comunale di Sant’Agata, mi sono soffermato su un aspetto che, evidentemente in modo ridicolo, era diventato centrale nel dibattito: l’utilizzo della parola “inagibile”. Il gestore aveva scritto che la palestra era “attualmente inagibile” a causa dell’acqua e delle conseguenze del furto della lattoneria. Mentre dal Comune volevano fare lezioni sul significato tecnico-giuridico della parola (“ il Comune non ha dichiarato inagibile la struttura”) la verità è che il gestore aveva ragione. Sosteneva che ad ogni piovuta il problema si sarebbe verificato nuovamente. Il gestore stava descrivendo una situazione di inutilizzabilità concreta della struttura: acqua all’interno, il rischio di ulteriori infiltrazioni e soprattutto il pericolo di danneggiare le attrezzature utilizzate dall’associazione, tra cui un tatami dal valore importante.
E i lavori di tamponamento eseguito dal Comune non hanno evitato che la palestra si allagasse nuovamente, il problema non è stato risolto, le lezioncine sulla termine “inagibile” definitivamente archiviato. E se, come temo, l’acqua ha provocato ulteriori danni anche alle attrezzature dell’associazione sportiva, siamo di fronte a una situazione ancora più grave, che richiede risposte concrete e immediate.
I pluviali non sono stati asportati una settimana fa, mancano da tempo e le conseguenze sarebbero prima o poi arrivate. Tutelare le associazioni, tutelare le famiglie e garantire ai ragazzi la possibilità di continuare a fare sport. Il vero obiettivo, servono meno polemiche e più soluzioni da parte di chi governa un Comune.
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