i tempi che cambiano

Dopo 75 anni si abbassa la serranda dell’ultima edicola del paese: ha chiuso la storica bottega Micci

Dai giornali trasportati in bicicletta da Melzo alle medicine recuperate per i compaesani di Liscate, fino a scarpe, giocattoli e chiavi: tre generazioni della famiglia Micci dietro lo stesso bancone

Dopo 75 anni si abbassa la serranda dell’ultima edicola del paese: ha chiuso la storica bottega Micci

Un pezzo di storia saluta Liscate per sempre. A metà agosto si sono spente le luci della bottega Micci di via Principale, dopo 75 anni di mattine iniziate presto, giornali da sistemare, richieste da ascoltare e clienti da salutare. Per chi è cresciuto in paese non è soltanto una serranda abbassata: scompare un luogo dal paesaggio quotidiano, ma non dalla memoria.

Una storia cominciata nel 1948

A riavvolgere il nastro è stato Attilio Micci. I ricordi sono usciti uno dopo l’altro, tra espressioni in dialetto, immagini dell’infanzia e aneddoti raccolti in decenni trascorsi dietro il bancone.

«In questi lunghi anni sono successe parecchie storie, si potrebbe scrivere un libro»

ha esordito con un sorriso. E quel libro comincerebbe nel 1948, nella piazza accanto al Comune, quando Liscate contava circa 1.500 abitanti. Bruno Micci, invalido di guerra, dopo la convalescenza trascorsa in sanatorio aprì una piccola edicola. Accanto a lui la moglie Ida Colombi e la figlia Franca, primogenita della coppia; successivamente arrivarono Attilio e Maria Luisa. I quotidiani raggiungevano Melzo in treno e la giornata iniziava quando fuori era ancora buio. Bisognava arrivare alla stazione, caricare i pacchi sulla bicicletta e portarli fino in paese.

«Erano altri tempi. Li mettevamo nella bici e li portavamo a Liscate, potevamo esporli anche all’esterno»

ha ricordato Micci.

Dalle medicine alle scarpe: nella bottega si trovava di tutto

Quella piccola edicola diventò presto qualcosa di più. In paese mancava la farmacia e Bruno, ricette alla mano, raggiungeva quotidianamente Melzo per ritirare i medicinali e consegnarli ai compaesani. In cambio della sua disponibilità capitava di ricevere uova, un pollo, un coniglio o qualche alimento durante le feste.

I giornali, però, non bastavano a mantenere la famiglia. Bruno cominciò così a sistemare tacchi e zoccoli, calzature molto diffuse all’epoca. Dalle riparazioni si passò alla vendita delle scarpe, poi arrivarono quaderni e penne, ferramenta, detersivi e giocattoli. Poco alla volta la bottega divenne il posto dove trovare un po’ di tutto, evitando ai residenti di spostarsi nei Comuni vicini per ogni piccola necessità. Più tardi si aggiunse la duplicazione delle chiavi.

Il trasferimento in via Principale e il richiamo della bottega

Negli anni Settanta i Micci si spostarono di pochi passi, raggiungendo via Principale.

«Da piccoli attraversavamo il cortile ed eravamo in negozio»

ha raccontato Attilio. Intorno, nel frattempo, cambiava Liscate. Il paese cresceva, mutavano le abitudini e l’arrivo dei supermercati rendeva sempre più difficile la vita delle piccole attività. Attilio aveva scelto inizialmente un’altra strada, lavorando come dipendente in diversi settori. Nel 1985, però, sentì quello che lui stesso definisce «il richiamo della bottega». Insieme alla moglie Graziella raccolse l’eredità del padre e proseguì l’attività.

Tre generazioni dietro lo stesso bancone

Negli ultimi anni il testimone è passato alla figlia Biancamaria, portando la storia familiare alla terza generazione. Attilio, ormai pensionato, non ha comunque smesso di dare una mano: un cliente da servire, una chiave da duplicare o semplicemente qualche minuto dedicato a chi entrava e aveva voglia di parlare.

Perché in 75 anni dietro quel bancone non sono passati soltanto acquisti. Sono passati saluti, confidenze, generazioni di famiglie e piccoli frammenti della vita del paese. Ora la vetrina è spenta e gli scaffali sono vuoti. Ma nella memoria di Liscate restano quelle luci che, per tre quarti di secolo, si sono accese ogni mattina.

Stringa invito canale WhatsApp prima la martedana.it

Vuoi restare aggiornato in tempo reale sulle principali notizie locali dell’Adda Martesana?  Vuoi conoscere in anteprima le nostre iniziative ed entrare a far parte della community di Primalamartesana.it – Gazzetta della Martesana – Gazzetta dell’Adda?

Allora iscriviti al nostro canale whatsapp Prima LaMartesana: è gratuito e basta un semplice click! (CLICCA QUI)