Protesta

“Dateci un luogo dove pregare”: manifestazione pacifica dei musulmani di fronte al Municipio

Oltre 200 persone di fede islamica si sono ritrovate ieri sera di fronte al Municipio di Pioltello. Ingente la presenza di Forze dell'ordine

“Dateci un luogo dove pregare”: manifestazione pacifica dei musulmani di fronte al Municipio

Erano circa 200 le persone che ieri, primo giorno di Ramadan, hanno deciso di manifestare pacificamente in piazza dei Popoli a Pioltello di fronte al Municipio per far sentire la loro voce. La richiesta? Un luogo per la comunità islamica del Satellite e della città per pregare e fare comunità.

La manifestazione pacifica di fronte al Municipio

Tanti i giovani, le donne, gli uomini e le famiglie che ieri, mercoledì 18 febbraio 2026, hanno scelto di far sentire la propria voce all’Amministrazione comunale pioltellese, chiedendo uno spazio dove poter esercitare la loro fede. Lo hanno fatto in un giorno non casuale, il primo del Ramadan, il mese sacro per i musulmani. Una manifestazione completamente pacifica, sotto gli occhi attenti della Digos di Milano, della Polizia di Stato, dei Carabinieri della Compagnia di Pioltello e del Battaglione del Reggimento Lombardia inviati a Pioltello dal Questore per scongiurare eventuali momenti di tensione. Che non ci sono stati.

La posizione dei manifestanti

Una protesta che ha rischiato di saltare dopo l’ennesimo incontro tra il Prefetto di Milano, il Questore, la sindaca di Pioltello Ivonne Cosciotti e il presidente dell’Associazione El Huda Mohamed Danova avvenuto proprio poco prima della protesta che era stata organizzata negli scorsi giorni. Le Forze dell’ordine hanno concesso all’associazione di poter pregare nel Parco Baden Powell di via Milano, vietando però di farlo di fronte al Municipio. Una proposta che di fatto ha spaccato l’associazione visto che una parte ha scelto di ottemperare alle indicazioni del Questore, ma un nutrito numero di fedeli ha scelto di “rinunciare” alla preghiera serale per manifestare pacificamente la richiesta dei propri diritti.

La tensione con l’Amministrazione

El Huda è presente in città da ormai 30 anni, ma i problemi con l’Amministrazione sono sorti in particolare lo scorso anno quando sono esplose le prime tensioni legate sempre al tema dell’occupazione di luoghi per la preghiera. Una necessità emersa dopo la chiusura della storica sede del sodalizio in via Cimarosa 1  per abusi edilizi che sono stati recentemente sanati, ma che di fatto hanno ridotto la capienza e quindi la possibilità di utilizzo.

Durante il mese sacro sono circa 500-600 le persone che venivano a pregare a Pioltello, una città che vede la presenza di oltre 5mila stranieri di fede islamica. Oggi la sede di El Huda può ospitare massimo 130 persone, troppo poche per garantire la preghiera durante il mese per noi più sacro.

hanno spiegato i manifestanti. Da qui la richiesta al Comune di individuare uno spazio idoneo dove poter effettuare la preghiera durante questo mese. Ma dopo diversi incontri, la soluzione non è stata trovata.

Abbiamo chiesto di concederci l’uso dell’Area Feste per poter montare delle tende e avere un luogo dignitoso dove pregare. Fino ad adesso lo facciamo nel parcone di via Milano, in un  piazzale all’aperto, con freddo e pioggia, in mezzo all’immondizia e agli insetti. La sindaca non ha accettato le nostre proposte, dicendoci di organizzare la preghiera su più turni. Una posizione inaccettabile per noi.

Particolarmente arrabbiati i giovani, molti dei quali sono cittadini italiani, nati e cresciuti a Pioltello.

Ci piacerebbe avere un luogo dove poterci ritrovare, non una moschea, ma un centro dove poter studiare, socializzare, incontrare i nostri amici anche di fedi diverse. Proprio come accade negli oratori, dove le porte sono state sempre aperte a tutte le persone di ogni religione. Oggi il Comune ci vieta questo diritto e per questo siamo qui a manifestare in maniera pacifica.