verso il 25 novembre

"D'amore non si muore", una serata a Cernusco sul Naviglio contro la violenza di genere

L'eurodeputata Maria angela Danzi: "Bisogna rafforzare gli strumenti giudiziari ma anche il supporto psicologico e materiale"

"D'amore non si muore", una serata a Cernusco sul Naviglio contro la violenza di genere
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"D'amore non si muore", è il titolo dell'incontro che si terrà questa sera venerdì 10 novembre 2023 alle 21 nella  sala Camerani della biblioteca di via Fatebenefratelli a Cernusco sul Naviglio riguardo alla violenza di genere.

Un cambiamento delle norme sociali

L'evento, organizzato da Maria Angela Danzì, eurodeputata del gruppo dei Non iscritti al Parlamento europeo, parte dal presupposto che eliminare la violenza di genere richiede un cambiamento delle norme sociali, oltre che una riforma completa delle istituzioni.

La lotta contro la violenza sulle donne è un impegno continuo che richiede l’adozione di misure preventive, la promozione di una cultura di rispetto e l’accesso a servizi di sostegno e protezione per le vittime.

I relatori

Interverranno, oltre a Maria Angela Danzì, Paola Pizzighini, consigliera di Regione Lombardia, Debora Comito, assessora alla Pari Opportunità del Comune di Cernusco, Giorgia Carenzi, assessora ai Servizi Sociali del Comune e Giuseppe Palmeri, luogotenente dell'Arma dei Carabinieri, comandante della stazione di Cernusco.

Modera Gabriele Ticozzi, giornalista della Gazzetta della Martesana.

Sette milioni di donne hanno subito violenza

I dati evidenziano come sia in Italia, che all’interno dei Paesi dell’area Ue, una donna su tre abbia subito violenza, molestie o discriminazioni di genere. Nel nostro Paese sono quasi sette milioni le donne che hanno subito violenza nel corso della propria esistenza.

La maggior parte degli abusi avviene nell’ambito di un rapporto di convivenza, intimo o familiare. Di queste circa quattro milioni (4 milioni 520 mila), pari al 21% ha subito violenza fisica, mentre il 5,4% è stata costretta a sopportare le forme più gravi di violenza quali stupro e tentato stupro.

La maggior parte delle donne vittime di violenza ha subito abusi e soprusi da partner o ex partner, per l'esattezza il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. Un quadro aggravato anche dall’isolamento domestico dovuto alle norme in contrasto della pandemia Covid-19.

"Rafforzare gli strumenti giudiziari"

Così Danzì

Bisogna rafforzare gli strumenti giudiziari ma anche il supporto psicologico e materiale. In Italia ci sono troppi procedimenti che si fermano alla fase istruttoria e troppe poche ordinanze cautelari, che nemmeno vengono rispettate: questa è una realtà purtroppo testimoniata dai fatti di cronaca.

Ma bisogna anche agire subito aiutando le donne a capire dove si annidano le minacce e a starne lontane. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità chi commette violenze sulle donne è nella maggior parte dei casi affetto da un disturbo narcisistico della personalità.

Vanno condotti studi e ricerche su questa patologia. All’Unione europea abbiamo chiesto di finanziare progetti di supporto alle vittime: devono essere aiutate a riconoscere e a combattere i manipolatori, a sentire l'impatto di queste relazioni sulla loro salute fisica e psichica, e a liberarsene. E per farlo devono essere messe nella condizione di allontanarsi senza il rischio di perdere i loro figli, il lavoro, le amicizie, la vita.

I numeri e le leggi

In Lombardia si contano attualmente 27 Reti antiviolenza. Tali reti comprendono 125 strutture per l’ospitalità, ovvero case d’accoglienza e case rifugio, e 54 Centri Anti Violenza. Nel 2021, 8531 donne sono state costrette a rivolgersi ai Cav, con un incremento registrato pari al +13,7% rispetto all’anno precedente.

Oltre alle leggi nazionali, l’Unione Europea ha adottato diverse direttive per combattere la violenza di genere e proteggere le donne. Tra queste, la Direttiva 2011/99/UE prevede misure per prevenire l’abuso e la violenza domestica, onde proteggere le vittime. Inoltre, la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa è uno strumento chiave per prevenire e combattere la violenza contro le donne, fornendo una serie di disposizioni.

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