Evento

Con il Parco Adda Nord sulle tracce dei Longobardi

"Le terre coltivate di una città non sono periferie ma luoghi di premuroso ricordo"

Con il Parco Adda Nord sulle tracce dei Longobardi

Continua l’interesse per lo studio sui Longobardi legato alla loro presenza nella Valle dell’Adda, da parte del Parco Adda Nord che ha sede a Trezzo.

I Longobardi lungo l’Adda

A dare il la a questo filone culturale curato dal Parco Adda Nord fu il partecipatissimo incontro “Insula Comacina Talk” organizzato dall’ente a Olginate tre anni fa, nel gennaio del 2023. Sono poi seguiti cicli di visite guidate nei punti strategici dove permangono segnali del passaggio di questo popolo e oggi, con l’avvio del 2026, è il momento anche di presentare un libro a tema che racconta come i Longobardi abbiano
influenzato i luoghi in cui sono transitati e hanno vissuto dal punto di vista della toponomastica.

Una presenza molto forte documentata in particolare a Cassano d’Adda, a Fara Gera d’Adda, a Trezzo sull’Adda, a Cornate d’Adda, a Brivio, a Olginate (soprattutto nella Corte di Capiate), a Garlate, a Monte Castelletto e nella città di Lecco

Si legge nella prefazione di Ignazio Ravasi a I microtoponimi di Cornate, Porto e Colnago,  la pubblicazione promossa dal Parco Adda Nord e curata da Cristian Bonomi, che sarà presentata alla cittadinanza nella serata di martedì 20 gennaio 2026 a Villa Sandroni a Cornate d’Adda in via Manzoni 2, durante l’evento “Sulle tracce dei Longobardi”. Oltre all’autore saranno presenti il sindaco di Cornate d’Adda Andrea Panzeri e il presidente del Parco Giorgio Monti per i saluti istituzionali.

Il compito di introdurre i lavori e coordinare la presentazione spetterà a Ignazio Ravasi, vicepresidente del Parco. Parteciperà anche Andrea Castagna della Biblon Edizioni.
L’incontro inizierà alle 20.45 in  sala Pontiggia e il Parco Adda Nord, per l’occasione, donerà una copia del libro a tutti i partecipanti.

Ignazio Ravasi, vicepresidente del Parco Adda Nord e profondo conoscitore dell’epopea longobarda dalle parti dell’Adda la ripercorre, sintetizzandola, nella prefazione del libro da leggere proprio perché contestualizza l’approfondimento svolto, nelle pagine seguenti, da Cristian Bonomi.

La mia ricostruzione storica accolta all’interno della prefazione funge da stimolo alla curiosità dei lettori a leggere questo libro
e a scavare nelle “sacre grotte della memoria collettiva”, luoghi visitati e riproposti dall’autore. Infatti partendo da arcaici toponimi di Cornate d’Adda Bonomi ci prende per mano e ci porta in un mondo dimenticato ma non perduto, una foresta di immagini e di possibilità che ci portano alle radici delle nostre comunità, del nostro territorio e della nostra storia.

Quali sono gli spazi della memoria? Non solo i luoghi chiusi dell’archivio e della biblioteca, ma anche
luoghi aperti: vie, sentieri, campi coltivati i cui nomi, detti “microtoponimi”, attraversano i secoli e cantano
una storia antica. Da pergamene e atti notarili ritroviamo questi nomi, segnandoli in mappa, sul territorio
di Cornate d’Adda con Colnago, Porto d’Adda e Villa Paradiso. Così indimenticabili per la quotidianità
rurale e oggi dimenticati, battesimi simili riconsegnano la nostra campagna alla dignità del nome: ecco,
le terre coltivate di una città non sono periferie anonime ma luoghi di premuroso ricordo

ha spiegato l’autore Cristian Bonomi.