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Continua la polemica

Commemorazione dei 5 martiri cassanesi, dopo la cerimonia del sindaco ecco quella dell'Anpi

L'Associazione nazionale partigiani d'Italia, dopo aver protestato per essere stata esclusa dall'organizzazione della cerimonia ufficiale, ha ricordato i cinque partigiani cassanesi con una propria commemorazione.

Commemorazione dei 5 martiri cassanesi, dopo la cerimonia del sindaco ecco quella dell'Anpi
Attualità Cassanese, 05 Aprile 2022 ore 13:36

Settimana scorsa la cerimonia dell'Amministrazione comunale, mentre domenica 2 aprile 2022, si è tenuta quella dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia. Quest'anno i cinque Martiri della libertà, i partigiani fucilati a Cassano D'Adda durante la Seconda guerra mondiale, sono stati ricordati in due momenti diversi, e la polemica non è mancata.

Domenica la commemorazione dell'Anpi

Erano più di un centinaio i volontari dell'Anpi che domenica mattina si sono radunati in piazza Bettini, davanti a Spazio città, per sfilare tra le vie della città e rendere omaggio ai cinque Martiri cassanesi. Tante anche le sezioni di altri paesi dell'Adda Martesana che hanno voluto essere presenti con le loro bandiere per questa importante ricorrenza.

Il corteo, scortato dagli agenti della Polizia Locale, ha attraversato anche la centralissima via Vittorio Veneto, via Di Vona e via Montegrappa, fino ad arrestarsi davanti al cippo commemorativo dove, settimana scorsa, il sindaco Fabio Colombo aveva deposto una corona di fiori.

Qui, dopo aver cantato l'inno nazionale, la consigliera di minoranza e volontaria Anpi Simona Merisi ha ricordato la tragica vicenda, mentre alcuni bambini hanno deposto cinque mazzi di fiori, uno per ciascun partigiano ucciso, ai piedi del monumento. Il corteo è quindi ripartito in direzione di piazza Perrucchetti dove, dopo aver intonato alcuni canti partigiani, sono state distribuite le tradizionali tessere ad honorem ai discendenti delle vittime.

Settimana scorsa la cerimonia organizzata dalla Giunta

La scorsa domenica, il 27 marzo 2022, era andata in scena la cerimonia ufficiale, organizzata dal sindaco Fabio Colombo e dalla sua Giunta. L'Amministrazione si era infatti occupata dell'organizzazione della cerimonia in prima persona. Una decisione che non era piaciuta al direttivo della sezione Anpi, che dal '46 si era sempre occupato dei preparativi e che subito si è attivata per organizzare la propria commemorazione.

La vicenda è ancora tramandata in città

Era il marzo 1945 quando i cinque partigiani furono fucilati davanti alla chiesetta di San Dionigi, a pochi passi dal monumento che oggi li ricorda. La vicenda è ancora oggi raccontata e tramandata agli alunni delle scuole della città: all'epoca, alcuni partigiani della Brigata Garibaldi di Gorgonzola organizzarono, insieme ai volontari cassanesi, una sommossa all'osteria del Furnasen, locale in cui spesso si ritrovavano i soldati tedeschi alla fine dei loro turni di guardia. I militari erano soliti lasciare i loro fucili in un angolo preciso della taverna. Tuttavia, durante l'attacco, una mitragliatrice si inceppò, mandando in fumo i piani dei partigiani, che speravano di rubare proprio le armi tedesche; ne seguì un tafferuglio, nel quale un soldato del Terzo Reich e il combattente Luigi Restelli persero la vita.

La vicenda scatenò il panico in città, anche perché una legge di guerra dell'epoca prescriveva l'uccisione, per rappresaglia, di dieci italiani per ogni soldato nazista ucciso. Dopo alcune trattative, i tedeschi scesero a cinque, la metà, e tra quelli venne considerato anche Restelli. Gli altri quattro, tutti partigiani già condannati a morte, vennero prelavati dal carcere di Monza, trasportati a Cassano e fucilati insieme al corpo del giovane combattente.

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