Lutto

Chiesa in lutto a Cernusco sul Naviglio per la morte di suor Maria Noemi

La religiosa missionaria ha operato in Kenya e in Costa d'Avorio. Nel 2013 è stata insignita della benemerenza civica del Gelso d'oro.

Chiesa in lutto a Cernusco sul Naviglio  per la morte di suor Maria Noemi
Attualità Martesana, 05 Maggio 2021 ore 20:22

Si è spenta a 82 anni suor Maria Noemi, al secolo Maria Luigia Guzzi, religiosa nativa di Cernusco sul Naviglio. Oggi, mercoledì 5 maggio 2021, a Tortona (Alessandria) nella casa madre delle Piccole suore missionarie della carità dove risiedeva negli ultimi anni (e dove aveva iniziato il suo cammino religioso, con la formazione), si sono tenuti i funerali.

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Suora missionaria

Aveva emesso i voti 56 anni fa, donando a Dio la propria vita, nel desiderio di aiutare i poveri e gli ammalati. Si specializzò a Genova come infermiera all'ospedale Galliera. Successivamente fu inviata al Piccolo Cottolonego di don Orione dell'Istituto  Paverano, sempre nel capoluogo ligure, poi al Piccolo Cottolengo di Santa Caterina, ancora a Genova, e quindi a quello di Tortona. Dopo un periodo di formazione in Inghilterra, fu quindi inviata in Kenya come suora infermiera, dove rimase dal 1979 al 1984. Dopo un breve rientro a Genova, fece ritorno in Africa dal 1987 al 1991.

Di nuovo in Italia come economa e il ritorno in Africa

In quell'anno fu richiamata in patria per diventare economa provinciale, ma in contemporanea, grazie a una giovane che aveva conosciuto in Kenya fondò la onlus Aina, un'associazione per la difesa dei diritti dell'infanzia. Nel 1993 divenne economa generale, carica che conservò fino al 2005. In quell'anno fu inviata di nuovo in Africa, questa volta però in Costa d'Avorio. Dopo avere aiutato la popolazione locale alle prese con la guerra civile, tornò in Italia nel 2011 di nuovo come economa generale.

Il Gelso d'oro

Nel 2013 la città di Cernusco le assegnò il Gelso d'oro, la benemerenza civica.

"Per una vita spesa senza riserve a favore della gente d’Africa, dando vita ad ospedali e dispensari in Kenya e in Costa d’Avorio, alleviando le sofferenze della popolazione ivoriana debole e indifesa, vittima della guerra civile scoppiata nel 2011, tra il silenzio e l’indifferenza del mondo", recita la motivazione.