Lutto a Cassano d’Adda per la scomparsa di Pietro Ferlisi, ex assessore allo Sport durante la Giunta di Rosa Casati e responsabile dello Spi Cgil Sindacato pensionato italiani di via Gioberti, che si è spento martedì 10 marzo 2026 all’ospedale di Treviglio.
Ha dato tanto alla comnità
Lascia la moglie Rosa, le figlie Alessia e Michela, i generi, le nipotine Letizia e Mia, i fratelli, altri parenti e molti amici.
I funerali si sono tenuti venerdì 12 marzo 2026, nella chiesa parrocchiale di San Zeno. Diverse le persone che hanno voluto ricordarlo, come Simona Merisi. Ferlisi era infatti candidato con lei nella lista Sinistra per Cassano alle elezioni comunali del 2011.
Pietro per me non è stato solo un amico, ma un compagno, nel senso più “politico”, vero e profondo della parola. Abbiamo camminato insieme per tanti anni, nel partito, nell’Amministrazione e nelle associazioni. Da ragazzi dell’Arci pieni di entusiasmo e voglia di cambiare il mondo, ci presentavamo in Comune con le nostre proposte culturali e sportive, e lui, assessore, ci accoglieva e ci aiutava a trasformarle in realtà. Poi gli anni del partito, dal Pci al Pds ai Ds. Insieme organizzavamo la Festa dell’Unità, divisa tra la parte classica e quella dei giovani, che lui non solo sosteneva, ma spingeva con convinzione. Credeva in loro, ascoltava e lasciava spazio. E anche quando sono arrivati i momenti difficili, delle scelte dolorose, come la “divisione” del partito, anche lì ci siamo ritrovati naturalmente dalla stessa parte, con la stessa coerenza. E quando a mia volta sono diventata assessora, quel passaggio è avvenuto in continuità con lo spirito di collaborazione, stima e fiducia che ci aveva sempre legati
ha detto la cassanese. A legarli c’era molto:
Ci univano gli stessi valori: la difesa della democrazia, l’antifascismo, l’impegno civile. E anche quando Pietro, negli ultimi anni, aveva lasciato la militanza di partito per dedicarsi al sindacato, restava un punto di riferimento. Si è speso fino all’ultimo per le battaglie più giuste, come i referendum a difesa della democrazia e la Costituzione: fino a dieci giorni fa era ancora in piazza con noi, stanco ma presente, con quella dedizione che non lo ha mai abbandonato. E tutto questo lo faceva con una discrezione rara. Non parlava mai della sua salute, anche se combatteva da anni una malattia dura, fatta di cure, ricadute e nuove sfide. Minimizzava sempre, come se nulla fosse, e preferiva concentrarsi sugli altri. Anche quando era visibilmente provato, trovava la forza di parlare di ciò che contava davvero: il lavoro, il sindacato, la politica. Pietro è stato un esempio silenzioso di coraggio, coerenza e umiltà. Ci lascia l’impronta di un uomo integro (oltre che un marito, padre e nonno presente e amorevole) che ha vissuto con dignità e generosità fino all’ultimo. Lui non amava parlare di sé, e allora oggi l’ho fatto io per lui. Perché è giusto ricordare chi è stato, e dire grazie: per la sua amicizia, per la sua forza, per tutto quello che ha dato a ciascuno di noi. Grazie, compagno Pietro. Continueremo a sentirti accanto, in ogni piazza, in ogni battaglia, in ogni gesto di impegno e di speranza
ha proseguito commossa Merisi. Anche l’ex sindaco Roberto Maviglia lo ricorda con stima e affetto:
Eravamo insieme nella Giunta Casati, io come assessore ai Lavori pubblici e Ambiente e lui allo Sport. E’ sempre stato molto attivo politicamente, era la sua passione, attento alle tematiche più importanti e in particolare a quella del lavoro. Ha passato la sua vita portando avanti l’idea di difendere i più deboli impegnandosi molto. Ne conservo un ricordo molto bello e di esempio per molti
ha detto. Gli ha fatto eco Renato Comelli dello Spi Cgil cassanese:
Ha fatto parte del gruppo per anni. E’ stato segretario della Lega del sindacato pensionati che comprende Cassano, Inzago e Truccazzano e responsabile dello sportello cassanese. Voleva difendere i più deboli e per lui non bisognava dire a chi veniva ciò che voleva ascoltare, bensì raccontare sinceramente e con serietà quello che si poteva fare. Lui, che coordinava l’attività dei volontari, ricordava che “per i miracoli ci stiamo attrezzando”, e anche che i diritti vanno conquistati. Mi ha impressionato la sua tenacia: nonostante la malattia ha sempre voluto essere presente alle attività. Non amava stare sotto ai riflettori, quindi magari non tutti sanno il bene che ha compiuto, ma erano evidenti il suo spirito e ciò che faceva. Ha aiutato moltissime persone, pensava sempre a chi aveva bisogno. La sua azione ha migliorato le condizioni di tanti. Diceva che non contano gli individui, che gli ultimi hanno bisogno di fare gruppo con persone serie per ottenere dei risultati e che non ci si deve muovere urlando, ma attraverso una linea precisa e organizzata sulla base di ciò che si poteva realizzare.
Altri hanno sottolineato quanto la famiglia sia sempre stata unita e stimata, anche grazie a come Ferlisi si è speso a favore della comunità. “Cassano ha perso un grande uomo”, hanno concluso gli amici.