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Cassano d'Adda festeggia don Gianluca Gaiardi, ex vicario parrocchiale di Santa Maria Immacolata e San Zeno

E' stato nominato delegato regionale della Consulta lombarda per i Beni culturali ecclesiastici e l'Edilizia di culto

Cassano d'Adda festeggia don Gianluca Gaiardi, ex vicario parrocchiale di Santa Maria Immacolata e San Zeno
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Cassano d'Adda si congratula con il "suo" don Gianluca Gaiardi, che ha recentemente ricevuto un prestigioso incarico nell'ambito della conservazione dei beni culturali ecclesiastici. Durante la riunione della Conferenza episcopale lombarda, tenutasi a Mantova il 12 e 13 marzo, è stato annunciato che don Gaiardi è il nuovo delegato regionale della Consulta regionale lombarda per i Beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto.

A Cassano tra il 2009 e il 2016

Nato nel 1971 a Soncino, don Gaiardi ha dedicato gran parte della sua vita al servizio della comunità. Ordinato sacerdote nel 1996, ha iniziato il suo ministero come vicario parrocchiale in diverse località, tra cui Cassano d'Adda, dove ha servito nella parrocchia di S. Maria Immacolata e S. Zeno fino al 2016. Dal 2016, è parroco delle parrocchie di San Felice e San Savino a Cremona, e ha ricoperto ruoli significativi come incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici e per l'Edilizia di culto.

La sua esperienza non si limita solo alla parrocchia: dal 2021 è membro del Comitato della Conferenza episcopale italiana per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell'edilizia di culto, e dal 2022 è direttore del Museo diocesano di Cremona. Con questo nuovo incarico, don Gaiardi avrà l'opportunità di ampliare la sua influenza e il suo impegno nella salvaguardia del patrimonio culturale ecclesiastico in tutta la Lombardia.

Un ruolo di grande responsabilità

Prendendo il testimone dall'architetto Alessandro Campera, don Gaiardi si inserisce in un contesto di grande responsabilità, sotto la guida del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, delegato per il settore pastorale dei Beni culturali. Questo nuovo ruolo rappresenta non solo un riconoscimento delle sue competenze e del suo impegno, ma anche un'opportunità per promuovere la valorizzazione e la conservazione del patrimonio culturale che caratterizza le nostre comunità.

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