Il caso

Bonus bebè solo ai bambini europei, il Tribunale dà torto al Comune

La storia arriva da un Comune dell'hinterland ovest di Milano: le delibere di Giunta sono state giudicate discriminatorie.

Bonus bebè solo ai bambini europei, il Tribunale dà torto al Comune
Attualità 27 Giugno 2021 ore 10:39

Bonus bebè solo ai bambini europei, il Tribunale dà torto al Comune. La storia arriva da un Comune dell'hinterland ovest di Milano: le delibere di Giunta sono state giudicate discriminatorie.

Bonus bebè non per tutti: il Tribunale dà torto al Comune

Le delibere della Giunta del Municipio di Boffalora che istituirono il bonus bebè avevano carattere discriminatorio. Lo ha stabilito il giudice Eleonora Maria Velia Porcelli della Sezione lavoro del Tribunale di Milano a cui si erano appellati Avvocati per niente Onlus e Associazione studi giuridici per l’immigrazione, convinti che il Comune avesse tenuto, nella gestione del bonus bebè, una condotta discriminatoria, avendo posto come requisito d’accesso al beneficio comunale la cittadinanza europea e, per il periodo 2016-2019, anche la residenza da almeno tre anni in paese.

Bonus solo ai bambini europei, per il giudice è discriminazione

Per il giudice, la discriminazione risiede nelle delibere dal 2016 al 2020, proprio nel requisito indispensabile della cittadinanza europea, accertando l’illegittimità dell’esclusione della prestazione ai residenti extracomunitari. La sentenza, inoltre, impone al Comune di versare 250 euro per ogni nuovo nato tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2020 che non ha il requisito della cittadinanza europea e che, quindi, non ha avuto i 250 euro. L’ente dovrà pubblicare il dispositivo sul proprio sito Internet, pagare 2.000 euro agli avvocati della controparte e compensare le altre spese.

"Mi vergogno di essere boffalorese"

Il consigliere di minoranza Angelo Mongelli, indignato, afferma: "Un disastro su tutta la linea. Oggi mi vergogno di essere cittadino di Boffalora". Fu proprio lui, col gruppo Uniti per Boffalora, a portare il caso in Consiglio comunale, dopo che i genitori esclusi dal beneficio si indignarono. La mozione della minoranza, per dare il contributo ai tre bimbi esclusi, fu respinta. Le due associazioni Apn e Asgi hanno così citato in giudizio per discriminazione il Comune. Saltata la conciliazione, si è andati a sentenza e ora il Municipio deve fare ammenda in maniera retroattiva: "Il costo è enorme e non parlo solo di soldi pubblici (3.800 euro per l’avvocato, 2.500 per ripagare gli esclusi di cinque anni e le spese della controparte, ndr), ma anche della grande figuraccia che il nostro Comune fa e che si poteva prevenire, accogliendo la nostra mozione. Invece si è proseguiti con una condotta discriminatoria e razzista della Giunta leghista".

La replica della maggioranza: "Rigettiamo le accuse di razzismo"

Sulla vicenda replica il capogruppo di maggioranza Curzio Trezzani ha replicato: "Prendiamo atto della sentenza, ma rigettiamo qualsiasi accusa di razzismo o discriminazione: in questi anni come Comune abbiamo sempre aiutato tutti, a prescindere dalla nazionalità e con una serie di misure differenziate. Il bonus bebè era una misura aggiuntiva, che istituì la mia Amministrazione con criteri più stringenti, nessuno lo ha mai contestato. Nel 2020, di fatto, rimase solo la regola della cittadinanza Ue. Anche un esponente della minoranza ne ha beneficiato. A seguito della protesta di una cittadina esclusa, perché sprovvista del requisito, è sorta la questione, senza tener conto di tutte le altre forme di assistenza a disposizione di chi ne ha necessità. Non ci sentiamo di aver discriminato nessuno".