E’ un problema diffuso quello degli ascensori rotti in particolare quelli pubblici. E più sono utili più sembra attirino gli scherni del destino o di qualche vandalo. Questa volta sotto i riflettori è finito l’ascensore della M2 di Cassina De Pecchi, che serve la banchina in direzione di Gessate.
Una storia destinata a ripetersi
Andrea Maggio della lista Uniti per Cassina, punta il dito in particolare contro il continuo procrastinare dell’intervento per il ripristino dell’ascensore:
L’impianto risulta completamente fuori uso dal mese di giugno e, monitorando il portale ufficiale di ATM, la data per il ripristino continua a essere sistematicamente posticipata. Prima si parlava di luglio, poi la scadenza è slittata ad agosto, poi a settembre e ora le ultime stime indicano la fine di ottobre 2026.
Sul piano formale, ha ricordato che l’impianto non è di proprietà del Comune, che non figura nemmeno come stazione appaltante o direzione lavori, ma fa capo al Comune di Milano e la gestione operativa dell’infrastruttura è affidata ad ATM. Sebbene il varco “gemello” in direzione Milano risulti al momento operativo, la situazione generale continua a sollevare forti perplessità sulla manutenzione e i pezzi di ricambio. Quando si parla di eliminazione delle barriere architettoniche e di tutela delle fasce deboli, infatti, la disponibilità del servizio non dovrebbe essere legata alla fortuna.
I guasti già nel 2023
I primi problemi sono arrivati subito dopo l’inaugurazione nell’ormai lontano febbraio 2023, le prime manifestazioni di malfunzionamento avevano scatenato l’ira della giunta, con gli assessori intenti a denunciare un disservizio intollerabile per un’opera appena consegnata. Il caso più eclatante è stato sempre quell’anno, ad aprile, quando sei ragazzi sono rimasti bloccati per quaranta minuti prima di essere liberati dai Vigili del fuoco. Ha quindi commentato Maggio:
Ma è mai possibile che per avere un servizio minimo e funzionante si debba sempre alzare la voce?. Di passerelle e tagli del nastro ne abbiamo visti fin troppi, con benedizioni e foto di rito in prima pagina. Poi però, quando l’ascensore si rompe per mesi e i cittadini con disabilità restano a terra, cala improvvisamente il silenzio. Da quando sono stati installati, questi elevatori sono stati spenti più del tempo in cui hanno lavorato. Aver impiegato risorse dei nostri residenti per mettere a norma una struttura non di nostra proprietà fu un’operazione discutibile già allora, ma oggi, finiti i riflettori, chi di dovere ha il compito di pretendere il rispetto del servizio.
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