Fondazione Bcc Milano e Bcc Milano hanno annunciato un doppio gesto di generosità in favore della Casa dell’anziano San Camillo, che rafforza ulteriormente la storica alleanza tra la banca e la realtà socioassistenziale di Carugate.
Il doppio dono della Bcc alla Casa dell’anziano
All’Assemblea dei soci della cooperativa, il Presidente di Bcc Milano e della Fondazione, Giuseppe Maino, ha annunciato che per l’arredo della nuova struttura per l’Alzheimer in fase di realizzazione saranno stanziati complessivamente 800mila euro a titolo di liberalità (nella foto la posa della prima pietra alla presenza dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini).
Il progetto (in corso) del nuovo nucleo Alzheimer
L’iniziativa si inserisce in un progetto solidale avviato nel settembre 2025, quando la Banca e la Rsa carugatese avevano siglato un accordo di finanziamento da 12,5 milioni di euro, parte di un investimento complessivo di 18 milioni, per realizzare l’ampliamento dell’attuale casa di riposo, per la creazione di un polo specializzato nella cura e nel supporto degli utenti affetti dalla malattia degenerativa: una filiera integrata di servizi dedicata alle persone anziane con decadimento cognitivo e alle loro famiglie, che include alloggi protetti, poliambulatorio per la diagnosi precoce, Centro diurno integrato ampliato di 15 posti e due nuclei residenziali per 40 posti letto dedicati all’Alzheimer.
La doppia donazione è destinata all’arredo dell’intera struttura. Non semplice mobilio, ma forniture studiate per creare spazi in grado di migliorare concretamente la qualità della vita degli ospiti e facilitare il lavoro quotidiano degli operatori. Attraverso la scelta di materiali, forme e colori progettati secondo i principi dell’evidence-based design, ogni ambiente sarà concepito per sostenere le autonomie residue degli ospiti, ridurre il disorientamento e garantire la qualità della vita in un contesto terapeutico, confortevole e gradevole.
Il gesto dei soci della Banca di credito cooperativo
Bcc Milano coinvolge ogni anno i propri soci in un’operazione solidale basata sulla rinuncia al tradizionale dono natalizio della Banca, il cui controvalore viene versato per la realizzazione di un progetto sociale. Per il 2026 sarà proposta la rinuncia in favore della Casa dell’anziano San Camillo: un gesto corale e volontario che permetterà di raccogliere 300mila euro euro per qualcosa di concreto e duraturo.
La scelta riflette lo spirito mutualistico che anima la Banca e le sue radici storiche che la vedono sostenere la Cooperativa San Camillo sin dalla sua nascita nel 1981.
La Fondazione ha rilanciato con 500mila euro
La Fondazione Bcc Milano contribuirà a sua volta con una liberalità di 500mila euro per l’arredo della nuova struttura.
“Con questo atto la Fondazione traduce in un beneficio tangibile i valori di prossimità e di sussidiarietà che ispirano la sua missione, affiancando una realtà che ogni giorno si prende cura delle persone più fragili e delle loro famiglie”, si legge in una nota dello stesso istituto di credito.
Sul valore della scelta è intervenuto anche lo stesso Maino:
“Questa doppia donazione è la manifestazione concreta e autentica di ciò che significa essere una Banca cooperativa – ha sottolineato – Non ci fermiamo al finanziamento del cantiere: desideriamo che ogni stanza, ogni corridoio, ogni spazio comune di questo Polo sia all’altezza delle aspettative delle persone che lo abiteranno e dei loro cari. La Fondazione Bcc Milano e la Banca camminano affiancate per costruire qualcosa che duri nel tempo e che la comunità possa riconoscere come un servizio di valore per la vita di tutti”.
Un gesto che non poteva che essere accolto con entusiasmo dal presidente della Casa dell’anziano San Camillo Emiliano Perego:
“La comunicazione del presidente Maino alla nostra Assemblea dei soci ha emozionato tutti i presenti – ha commentato – È la testimonianza concreta che la Banca e la sua Fondazione sono sempre al nostro fianco per trasformare sogni e progetti in realtà concrete. Siamo grati per il ripetersi di una storia fatta di collaborazione e ideali condivisi, un farsi prossimo a chi, talvolta, non ha più prossimi a cui chiedere aiuto e sostegno. La solidarietà passa da intento dichiarato a bene tangibile, condiviso e moltiplicato. L’aiuto che riceviamo è finalizzato alla realizzazione dell’arredo che, nella sua specificità, è molto più che mobilio: è protesi di cura”.
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