La necessità di dare una “spolverata” alle tabelle era lampante, visto che le tariffe da applicare alle imprese immobiliari che costruiscono in paese risalivano al lontano 2013, anno in cui avevano subìto l’ultima modifica. Tuttavia non è stata solo la questione tempo a spingere l’Amministrazione comunale di Cambiago guidata dal sindaco Maria Grazia Mangiagalli a ritoccarle verso l’alto, anche se di un secondo aspetto (prettamente giuridico e non da poco) non ne è stato fatto minimamente cenno nella velocissima discussione tenutasi durante l’ultimo Consiglio comunale.
Il Comune alza gli oneri dopo 13 anni
Il parlamentino ha approvato la delibera di aggiornamento e aumento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, aggiornandoli anche alla normativa regionale sulla pianificazione del territorio. Una decisione “a tutela dei cittadini, per avere risorse adeguate e al passo coi tempi per realizzare opere pubbliche e garantire servizi – ha sottolineato il vicesindaco con delega all’Urbanistica Stefano Floris – Abbiamo confermato una voce aggiuntiva pari al 5% se gli interventi edilizi ricadono su suolo agricolo, prevedendo una monetizzazione degli standard a 150 euro al metro quadrato”.
La causa al Tar intentata da un privato
Ma c’è dell’altro. A Cambiago, infatti, si applicava una riduzione degli oneri del 50% nel caso di progetti di rigenerazione urbana che non prevedono consumo di ulteriore suolo. La Legge quadro lombarda, invece, prevede che questo sconto incentivante sia pari al 60%. Una discrepanza che è stata al centro di un recente pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, a seguito di un ricorso presentato da una società che ha provveduto ad abbattere e a ricostruire uno stabile produttivo in viale della Industrie.
Nel ricorso l’operatore ha proprio osservato che nella delibera comunale del 2013 (aggiornata ora, nel 2026) non si facesse di fatto alcuna distinzione tra gli edifici frutto di costruzione ex novo e altri, come nel caso in questione, che sono invece sorti a seguito di demolizione e riedificazione. Una tipologia, quest’ultima, che in base alla normativa in materia (la Legge regionale 12 del 2005, poi via via aggiornata) prevede incentivi e riduzioni pari almeno al 60% sugli oneri per interventi di cosiddetta rigenerazione urbana. Nonostante questo, il Comune di Cambiago aveva continuato ad avvalersi della deliberazione nella quale l’ipotesi della demolizione con ricostruzione risultava impropriamente assimilata a quella, ben diversa, della “nuova costruzione”, anche sotto il profilo del calcolo degli oneri.
Come è andato a finire il processo (vinto di “un soffio”)
Alla fine il ricorso non era stato accolto dai giudici amministrativi, ma solo perché considerato tardivo (presentato oltre i termini utili) e quindi irricevibile, compensando le spese di lite e senza entrare nel dettaglio delle doglianze avanzate dal privato. E il voto del Consiglio tenutosi all’inizio di settimana ha definitivamente risolto la questione, il tutto anche per scongiurare che altri operatori tornino a bussare alle porte dei tribunali.