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Arrivati a Cassina de' Pecchi gli orfani scappati da Zaporižžja

Troveranno accoglienza Cassina, Carugate, Canonica d’Adda, Fara Gera d’Adda, Bussero, Pontirolo Nuovo, Vaprio d’Adda e Vignate.

Arrivati a Cassina de' Pecchi gli orfani scappati da Zaporižžja
Attualità Martesana, 14 Marzo 2022 ore 11:13

Sono arrivati questa mattina attorno alle 8, lunedì 14 marzo 2022 i circa cinquanta profughi scappati dalla guerra in Ucraina. Sono stati accolti all'oratorio San Domenico Savio dove volontari e Protezione civile hanno fatto trovare loro tè, latte, ma anche zuppa e altri generi di conforto.

Cassina de pecchi orfani profughi da ucraina
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Cassina de pecchi orfani profughi da ucraina

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Arrivati dalla Polonia

Il gruppo è formato da alcuni orfani, di età dagli 8 mesi ai 17 anni, che venivano seguiti dai loro tutori legali nella città del Sud-Est dell'Ucraina, Zaporižžja, salita agli onori delle cronache per l'attacco alla centrale nucleare più grande d'Europa. All'inizio erano quasi un centinaio, ma nell'odissea del viaggio prima verso Kiev, poi a Leopoli e quindi in Polonia , quasi la metà non è riuscita a varcare il confine.

Una volta nell'Unione europea hanno dovuto attendere alcuni giorni per i diversi permessi. La burocrazia ha rallentato fortemente le operazioni. Dovevano essere in Italia ieri, domenica, nel tardo pomeriggio.

Al loro arrivo hanno trovato la sindaca Elisa Balconi che ha fatto gli "onori di casa" e i primi cittadini e gli assessori dei diversi Comuni che li ospiteranno, che sono, oltre a Cassina, Carugate, Canonica d’Adda, Fara Gera d’Adda, Bussero, Pontirolo Nuovo, Vaprio d’Adda e Vignate. A occuparsi di loro saranno soprattutto le parrocchie. C'erano anche le diverse Protezioni civili e i referenti delle Caritas locali. Il parroco cassinese, don Massimo Donghi, per esempio, ha messo a disposizione il vecchio appartamento di don Bruno Magnani, l'ex parroco scomparso nel 2016, che è stato allestito con nove posti letto. "Lo abbiamo liberato di tutti e sistemato - ha detto - Ho lasciato solo l'icona della Madonna di Kiev, che don Bruno teneva appena in salotto".

Tutti sono stati sottoposti al tampone Covid.

Le Amministrazioni dovranno fare ora la loro parte, agevolando i diversi adempimenti burocratici.

L'intera operazione è stata messa in piedi da Alessia Marino di Cassano d'Adda volontaria dell'associazione italoucraina Zlaghoda di Bergamo: "L'associazione si è attivata immediatamente per raccogliere beni di prima necessità da inviare in Ucraina - ha spiegato - Durante queste operazioni i volontari sono entrati in contatto con l'ente che si occupa degli orfani della città di Zaporižžja. Ora speriamo di poter accogliere anche quello che non erano ancora riusciti a passare".

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