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Ancora vandali al murale della pace a Bussero: pulito e imbrattato nuovamente

Sono ricomparse (e prontamente ripulite) le scritte d'odio sulla cabina di via Neruda per mano di imbrattatori incivili

Ancora vandali al murale della pace a Bussero: pulito e imbrattato nuovamente

Non c’è tregua per il murale della pace dipinto sulla cabina Enel tra via Neruda e viale Europa a Bussero. Nonostante i ripetuti sforzi dell’Amministrazione e della comunità, i vandali hanno colpito ancora, trasformando quello che dovrebbe essere un simbolo di civiltà in una bacheca dell’odio.

Di nuovo imbrattato

La dinamica è ormai diventata un frustrante circolo vizioso: il Comune pulisce, i vandali (tra l’altro sempre gli stessi, perché riconoscibili dalla grafia) imbrattano. Frasi contro la religione e gli stranieri, ma in passato erano stati rivolti pesanti insulti e minacce nei confronti dell’ex sindaco Curzio Rusnati, che ha prontamente sporto denuncia. La situazione ha spinto l’ente pubblico e diverse associazioni locali a firmare un comunicato congiunto per condannare fermamente questa escalation di violenza verbale e intolleranza.

Una sfida aperta

Il problema, tuttavia, sembra andare oltre il semplice decoro urbano. Si tratta di una vera e propria sfida alle istituzioni. Ogni volta che la vernice fresca copre l’odio, i responsabili tornano alla carica, quasi a voler dimostrare di avere l’ultima parola. La cabina è stata nuovamente sistemata negli scorsi giorni (tranne una parte ancora da ritoccare) ma il timore che il copione possa ripetersi è palpabile tra i residenti.

Il fatto ha scatenato un acceso dibattito sui social, tra chi invoca la linea dura e chi suggerisce strategie.

Chi imbratta i muri ricerca visibilità. Il fatto che si parli lungamente delle sue scritte dà una grande soddisfazione all’autore. Se si può, rimuoviamo tutto in 24 o 48 ore e, in alternativa, ignoriamo la faccenda

ha scritto una busserese. Oppure c’è chi chiede tutele:

Se fossi il Comune metterei una fototrappola con video in modo da immortalare i furbi